martedì 4 settembre 2012

Articolo - DONNE

Ciao a tutti,
oggi due storie di donne che mi hanno colpito. Voglio parlarvi di una donna che forse innamorata dell'amore o della favola che stava vivendo si è sposata con un principe azzurro arabo, senza curarsi della differenza di cultura e adesso si trova agli arresti domiciliari nella casa di lui, in Arabia.

Ma quante di queste storie dobbiamo leggere ogni giorno? Se già nei nostri paesi diciamo moderatamente laici, non esiste uguaglianza tra uomini e donne come si può immaginarla in paesi in cui la religione condiziona ancora pesantemente la vita delle persone e la loro società? 
Guardiamoci intorno, tutte le religioni maggiormente diffuse nel mondo inneggiano al maschilismo ed hanno organizzazioni prettamente maschilistiche. Come può una donna pensare di sposare un uomo che appartiene ad una cultura così diversa dalla nostra e pensare che vivrà una favola e non una sorta di prigionia in una gabbia dorata? 

Perché così tante donne non riescono a guardare alla loro vita con obiettività e sono disposte a così tante rinunce in nome della cultura, della famiglia o dell'amore?

Ma la storia che mi ha colpito di più è quella di una donna turca che, dopo essere stata violentata più volte, in una situazione torbida di ricatti e minacce, è riuscita a ribellarsi al suo aggressore, gli ha sparato e gli ha mozzato la testa buttandola sulla pubblica piazza.
Adesso, questa donna che meriterebbe di essere beatificata, è stata incarcerata per omicidio e non le vogliono neppure permettere di abortire.
Se non si fosse ribellata, il suo stupratore non sarebbe stato punito e lei sarebbe stata uccisa ugualmente dalla propria famiglia. E' questo il mondo in cui viviamo?
Mentre riporto questa notizia, spero che si tratti della solita bufala di internet!


Ci sono casi in cui ribellarsi è difficile, perché vuol dire mettersi contro la propria cultura e accettare la propria condanna a morte, ma a volte le donne dovrebbero proprio imparare a farsi furbe ed a pensare a sé stesse e non a questi sedicenti "amanti" che poi le relegano al ruolo di schiave.


Un saluto,
alla prossima
Patrizia

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