domenica 13 settembre 2026

CUCINA ETNICA E CONSIGLI PER VIAGGIATORI ENOGASTRONOMICI - BULGARIA - Sofia - Boyana

 

Ciao a tutti,
oggi torniamo a Sofia, ma ci fermiamo in periferia


Sofia
Quartiere di Boyana

Chiesa di Boyana



Boyana è un quartiere residenziale di Sofia alle pendici del monte Vitosha ed è situato 8 km a sud del centro della città.
Due sono le cose principali da vedere a Boyana:

Chiesa di Boyana
Si tratta di una chiesa ortodossa medievale dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, rinomata in tutto il mondo per i suoi affreschi del XIII secolo eccezionalmente conservati, considerati tra i più importanti esempi di arte medievale europea. 
L'ala est di questa costruzione a due piani venne eretta originariamente alla fine del X o agli inizi dell'XI secolo, mentre la parte centrale venne aggiunta nel XIII secolo durante il Secondo impero bulgaro. La chiesa venne poi completata a metà del XIX secolo con un'ulteriore espansione verso ovest.
Dal momento che era piccola e fuori mano, la chiesa non è stata trasformata in moschea durante il periodo ottomano e conserva ancora i suoi affreschi originari. In realtà sono quattro strati di affreschi l'uno sopra l'altro: oltre al primo strato di affreschi dei secoli XI e XII (dei quali restano solo pochi frammenti) e al famosissimo secondo strato del 1259, nella chiesa vi sono anche alcuni altri affreschi successivi, dei secoli XIV, XVI e XVII e dell'anno 1882.

Si accede alla Chiesa in 9 persone per volta e si può rimanere all'interno solo 10 minuti per gruppo.
I biglietti d'ingresso alla Chiesa di Boyana sono limitati a causa delle norme di conservazione dell'UNESCO e sono spesso esauriti in anticipo. È prevista una tariffa d'ingresso obbligatoria, da pagare in loco per assicurarti la fascia oraria prenotata. Poiché la disponibilità è estremamente limitata, questi biglietti non sono rimborsabili.

Nel 1905 lo zar Ferdinando I, appassionato botanico, fece piantare delle sequoie nel giardino che circonda la chiesa.
Nel giardino si trova anche la tomba della regina Eleonora, moglie di Ferdinando, che salvò la chiesa dalla demolizione all'inizio del XX secolo quando gli abitanti volevano costruire un edificio più grande.

Chiesa di Boyana (laterale)

Museo di storia Nazionale di Sofia, un nuovo museo a un paio di chilometri dalla chiesa di Boyana.
Il museo presenta 12 mostre permanenti che illustrano la storia della Bulgaria e delle terre bulgare dall'antichità fino ai giorni nostri, attraverso 59 collezioni tematiche. Conserva circa 650,000 monumenti storici e culturali, rendendolo uno dei musei storici più ricchi al mondo, con manufatti rari e di straordinario valore.
Esposizione permanente:
Sala 1 - Il territorio bulgaro dall'inizio del VI millennio a.C. fino alla fine del II millennio a.C.;
Sala 2 - Le terre bulgare dal V secolo a.C. al V secolo d.C.;
Sala 3 - Lo Stato bulgaro nel Medioevo (secoli VII - XIV);
Sala 4 – Le terre bulgare sotto il dominio ottomano (XV-XIX secolo);
Sala 5 – Il Terzo Regno Bulgaro 1878–1946;
Sala “Prima età del ferro” XI secolo a.C. – metà del VI secolo a.C.;
Sala "Tarda Antichità";
Sala "Etnografia" - Cultura popolare bulgara. Calendario delle festività. Costumi;
Collezione "Bojan Radev" - premi sportivi e altri e valori culturali donati da Bojan Radev;
"Antartide - la favola del ghiaccio bulgara";
Sala della numismatica;
Mostra "Ancore e ceppi", lapidario.




Sequoia nel giardino della Chiesa di Boyana

Un saluto
alla prossima,
Patrizia

domenica 6 settembre 2026

CUCINA ETNICA E CONSIGLI PER VIAGGIATORI ENOGASTRONOMICI - BULGARIA - Monastero di Rila

 

Ciao a tutti,
lasciamo Sofia per raggiungere il monte Rila a 1.147 metri sopra il livello del mare e a 120 km da Sofia. Il monastero è circondato dai piccoli fiumi Rila e Drušljavica.

Monastero di Rila






è il più grande e importante monastero ortodosso orientale della Bulgaria.
Fondato dall'eremita San Giovanni di Rila (876 - 946), le cui reliquie sono esposte nella chiesa del santuario, nel X secolo, durante il regno dello Zar Pietro I di Bulgaria.
Il monastero era molto rispettato ed ebbe innumerevoli privilegi fin dalla sua costruzione. Il santuario raggiunse il suo maggior splendore nel periodo che va dal XII al XIV secolo, poi fu distrutto durante l'invasione ottomana.
Come tanti altri monasteri, anche durante il giogo ottomano il monastero di Rila fu centro di vita spirituale e culturale per il popolo bulgaro. I monaci dell'epoca crearono nuove opere e trascrissero libri di autori storici, principalmente dalla scuola di Tărnovo e del monte Athos. Queste opere sono tuttora conservate nella sua biblioteca.
La sua rinascita iniziò a partire dalla fine del XV secolo. Durante il Risorgimento nazionale, nei secoli XVIII e XIX, il monastero fu ricostruito grazie alle offerte, provenienti da ogni parte del paese, donate dai bulgari più facoltosi.


Dopo la visita, uscendo dalla parte posteriore del monastero, non potete non assaggiare i famosi mekitsi (frittelle) con la feta, la marmellata o semplicemente con lo zucchero a velo lasciato a disposizione. Ci sarà un po' di coda in panetteria ma ne vale la pena!

Scendendo lungo il corso del fiume, a poche centinaia di metri, potrete visitare il piccolo ma suggestivo cimitero dei monaci di Rila.

Chiesetta del cimitero

Oggi restano pochi monaci nel monastero, per questo motivo è possibile soggiornare nelle celle lasciate libere per godere delle proprietà terapeutiche e miracolose delle reliquie del santo.


https://rilskimanastir.org/


Per chi ama il trekking, non perdetevi un'escursione ai Sette Laghi di Rila con viste mozzafiato. L'altitudine dei laghi varia fra i 2.100 e i 2.500 metri sul livello del mare e il trekking è solo per chi è allenato ma una parte è visitabile anche con una seggiovia.








Un saluto
alla prossima,
Patrizia

domenica 30 agosto 2026

CUCINA ETNICA E CONSIGLI PER VIAGGIATORI ENOGASTRONOMICI - BULGARIA - Sofia - Approfondimento


Ciao a tutti,
oggi torniamo a parlare di Sofia


Sofia
Approfondimento sul Museo di Archeologia e sulla storia bulgara


Statuetta  - 6.000 a.C.

Come abbiamo già detto il piccolo Museo Archeologico Nazionale è allestito in quella che è stata la più grande Moschea di Sofia, diventato poi ospedale e Palazzo delle Poste.
Il museo è stato fondato nel 1879 dopo la liberazione dagli ottomani. La collezione è suddivisa in quattro sezioni: preistoria, storia antica, medioevo e numismatica.

La collezione preistorica è tra le più ricche e diversificate di questo periodo non solo in Bulgaria, ma anche nei Balcani. I reperti esposti riflettono lo sviluppo umano in un arco di quasi 1,6 milioni di anni (1.600.000 – 1.600 a.C.): dalla comparsa dei primi uomini in Europa alle prime testimonianze scritte della popolazione nell'attuale territorio bulgaro.

Per quanto riguarda il Paleolitico, troviamo reperti provenienti dalla grotta di Kozarnika, nella regione di Belogradchik. Ad oggi, questo è il sito con la più antica presenza umana attestata in Europa. Di particolare interesse è l'osso rinvenuto con incisioni, che può essere interpretato come la più antica espressione grafica in Europa.

Statuetta raffigurante probabilmente la dea madre - 6.000 a.C.

L'esposizione presenta reperti provenienti dagli insediamenti del Neolitico antico nei pressi dei villaggi di Mursalevo, Chavdar, Slatina (Sofia) e della grotta di Devetashka. Caratteristici di questo periodo (inizio del VI millennio a.C.) sono i vasi in ceramica con superficie rossa e ornamenti geometrici applicati con pittura bianca.

Per quanto riguarda l'Età della Pietra e del Rame (Calcolitico; 4900-3800 a.C.), la prima metallurgia del rame in Europa si sviluppò proprio nell'attuale territorio di Bulgaria e Serbia nella prima metà del V millennio a.C., e poco dopo iniziò la lavorazione dell'oro. Il museo presenta diversi oggetti in rame, nonché alcuni dei più antichi ornamenti e amuleti in oro al mondo.

La Sala del Tesoro raccoglie vari tesori dal territorio bulgaro:
  • il tesoro di Valchitran è il più grande e pesante tesoro d'oro antico mai scoperto in Bulgaria. Rappresenta uno dei capolavori più enigmatici dell'arte dei Traci;
  • il tesoro di Lukovit un prezioso corredo di oggetti in argento risalente alla seconda metà del IV secolo a.C. (civiltà tracia), in questa sezione della mostra vengono esposti per la prima volta i reperti più recenti provenienti dalla regione di Kazanlak: l'intero corredo funerario del tumulo di Svetitsa, con l'unica maschera funeraria dorata, e la testa di una statua di bronzo proveniente dal tumulo di Golyama Kosmatka a Shipka.
  • il tesoro di Bazourt, che comprende ornamenti, gemme e cammei provenienti da necropoli in Mesia e Tracia
Testa del re trace Seute III

Nei due piani della Sala Centrale del Museo sono esposte collezioni di monumenti risalenti alla tarda età del bronzo e al tardo Medioevo.

Al piano superiore si trova la parte relativa al Medioevo con splendidi affreschi e una parte dedicata alla scrittura.

Torques e ornamenti in oro


Approfondimento sulla scrittura bulgara: alfabeto glagolitico e cirillico

Glagolitico e cirillico

Nell'anno 862, il principe Rastislav della Grande Moravia richiese all'imperatore di Bisanzio l'invio di missionari per rafforzare l'autonomia del proprio stato. Cirillo, con l'aiuto del fratello Metodio, intorno all'862-863 al monastero di Polychron creò un sistema di scrittura originale sulla base del dialetto slavo meridionale parlato nella sua terra di origine, i dintorni di Salonicco,  per tradurre la Bibbia e altri testi sacri in antico slavo ecclesiastico: l'alfabeto glagolitico che è il più antico alfabeto slavo conosciuto. I santi Cirillo e Metodio sono considerati patroni di tutti i popoli slavi.

L'alfabeto cirillico deriva in massima parte dall'alfabeto glagolitico, che era usato nel IX secolo nei paesi di origine slava. Alcuni caratteri di quest'alfabeto sono le variazioni del greco di Bisanzio. 
Attualmente il glagolitico è utilizzato nella liturgia in Croazia, mentre intorno al X secolo presso gli altri popoli slavi che ne facevano uso fu sostituito dalla sua derivazione, il cirillico.
La prima iscrizione su pietra conosciuta in caratteri cirillici è la lapide di Mostić, un alto dignitario del X secolo esposta al museo.

Cirillo e Metodio


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Un saluto
alla prossima,
Patrizia

Vaso in ceramica

Nota: Questo simbolo è disegnato su un vaso datato 6.000 a.C.; nel Neolitico la svastica indicava il divino, la trascendenza e l'augurio di prosperità ed era utilizzato da molte culture, prima di venire demonizzato a causa della croce uncinata nazista.