domenica 18 ottobre 2026

LIBRI - Jennifer Saint

 Ciao a tutti,

oggi vi voglio consigliare i libri di una scrittrice inglese appassionata di mitologia greca e è laureata in Studi classici al King’s College di Londra:

Jennifer Saint


io ho letto solo due dei suoi libri finora e li ho trovati ben scritti e avvincenti. Le sue protagoniste femminili non si arrendono al fato o ai voleri dei grandi uomini che hanno accanto, diventando delle grandi donne artefici del proprio destino.



Arianna



La storia di Arianna raccontata in questo romanzo è molto diversa da quella che ci narrano i miti. Arianna dopo essersi ribellata al padre e alle usanze della sua terra per salvare Teseo, non rimane una semplice spettatrice della sua storia ma lotta sempre, senza arrendersi, fino a inaspettati sviluppi.


Elettra



Questo è un libro a tre voci: Elettra, sua madre Clitemnestra e Cassandra ci raccontano i loro punti di vista sugli avvenimenti relativi alla guerra di Troia in una storia commovente e appassionante che non vorrete smettere di leggere. Impossibile decidere per quale delle tre donne parteggiare, ognuna alle prese con i propri tormenti e difficili decisioni.


Un saluto,
alla prossima.
Patrizia

domenica 11 ottobre 2026

CUCINA ETNICA E CONSIGLI PER VIAGGIATORI ENOGASTRONOMICI - Marocco

 

Ciao a tutti,
oggi raggiungiamo le coste settentrionali dell'Africa e andiamo in
 

Marocco

La bandiera del Marocco



Nella bandiera del Marocco il fondo rosso rappresenta la forza, il coraggio e il sacrificio mentre nella stella a cinque punte, conosciuta anche come Sigillo di Salomone, il verde è il colore tradizionale dell'Islam e le cinque punte simboleggiano i cinque pilastri dell'Islam: Shahādah (Professione di fede), Ṣalāt (Preghiera canonica), Zakāt (Elemosina legale), Ṣawm (Digiuno del Ramadan), Ḥajj (Pellegrinaggio alla Mecca).

Il Marocco è un paese sorprendente che racchiude in sé moltissime realtà differenti: città moderne e medine antiche con i loro stretti vicoli, spiagge, foreste rigogliose, deserti di sabbia e di roccia ma anche montagne con impianti di risalita per andare a sciare.

Deserto di roccia dell'Agafay

La cosa che porterò sempre con me dal Marocco, più dei colori, come mi ero aspettata, è il profumo… non appena ti allontani dai souk, senti il profumo di spezie e di piante aromatiche. Il profumo di quelle piante è qualcosa che ti rimane dentro.

Palazzo reale di Rabat

Se in Uzbekistan l’atteggiamento delle persone è “siamo contenti che siate venuti a conoscere il nostro paese, ormai siamo amici”, in Marocco abbiamo avuto l’impressione di essere più delle vacche da mungere.
Una cosa banale: quando siamo andati a vedere le tante imprese più o meno artigianali che ci hanno portato a visitare, non ci hanno offerto il the e fatto accomodare ma solo cercato di vendere cose. Anche i souvenir nei souk erano costosi e tutti chiedevano una mancia per qualcosa, anche durante gli spettacoli che erano già stati pagati profumatamente.

Inoltre, le moschee in Marocco sono generalmente aperte solo per coloro che sono musulmani, mentre in Turchia le avevo trovate dei luoghi accoglienti in cui riposare nel silenzio sugli spessi tappeti ed ammirare l’architettura mentre, a pochi metri di distanza, un uomo sonnecchiava, una donna cambiava il proprio neonato e dei bambini giocavano inseguendo un gatto in silenzio. Quella per me era stata la testimonianza dell’amore di Dio che accoglie tutti allo stesso modo.

Ci sono molti gatti in Marocco ma a differenza di quello che accade nella zona tra il Montenegro e l’Uzbekistan, dove i gatti che abbiamo visto erano tutti sereni e ben pasciuti, i gatti del Marocco incarnano la sua popolazione, nelle zone più povere sono magri e spesso malaticci mentre gli altri sono più in salute. Nelle campagne, nei souk, nei siti archeologici, sempre bellissimi gatti, spesso rossi.

Le mie foto del Marocco: 70% gatti e 30% altro!


Fate attenzione a quello che dite, quando vi trovate in Marocco, perché moltissime persone, soprattutto uomini, capiscono e parlano italiano.

Il Marocco si può visitare in autonomia, ma tenete conto che i cartelli stradali sono a volte solo in arabo ed altre in arabo, berbero e francese. Inoltre, lo stile di guida è molto disinvolto e i semafori e le precedenze non vengono affatto rispettate.
Se invece decidete di optare per un tour di gruppo, scegliete un tour operator di alto livello per non incorrere in problemi di organizzazione.
Noi abbiamo optato per un tour di gruppo e, quello che rimpiango del mio viaggio in Marocco, è di non aver visto molta cultura e storia ma piuttosto di aver corso tra un negozietto acchiappaturisti e l’altro.

Parco della lingua araba a Casablanca

Il Marocco ospiterà i mondiali di calcio nel 2030 e in giro ci sono già cartelloni e merchandising.

Cartellone all'aeroporto di Casablanca

La prossima settimana parleremo della cucina tipica marocchina.


Un saluto
alla prossima,
Patrizia

domenica 4 ottobre 2026

CUCINA ETNICA E CONSIGLI PER VIAGGIATORI ENOGASTRONOMICI - BULGARIA - Plovdiv

 

Ciao a tutti,
oggi ci spostiamo di circa 150 km da Sofia per raggiungere una delle più antiche città abitate d'Europa



Plovdiv


Vista di Plovdiv dalla collina di Nebet Tepe



il suo nome attuale deriva dall'antico nome trace, infatti la città è stata abitata ininterrottamente negli ultimi 8000 anni, prima dai Traci, poi nel 342 a.C. fu conquistata dal re macedone Filippo II, che gli diede il proprio nome: Philippopolis e rimase macedone a fase alterne negli anni successivi.
Con la creazione della provincia di Tracia nel 46 d.C., la città divenne definitivamente romana ed era un importante nodo di scambio lungo la Via Militaris verso Bisanzio.
Nel 250 d.C., i Goti assediarono Philippopolis. La città fu difesa dal comandante romano Prisco ma fu conquistata e completamente incendiata e molti abitanti furono uccisi o deportati.
Da quel momento la città ha seguito le sorti della Bulgaria.

Resti della Porta orientale romana

Cosa vedere a Plovdiv
La città è edificata su sette colli, di cui due possono essere considerati come parti dello stesso, per questo la sentirete chiamare come città dei sei o dei sette colli. Su uno di questi sorge il Complesso Archeologico Nebet Tepe abitato sin dal 4000 a.C.

A Plovdiv potrete ammirare molte delle rovine dell'antica Philippopolis romana come
  • il Foro Romano 
  • lo Stadio, proprio nel centro della città moderna
  • il Teatro, ancora oggi utilizzato per rappresentazioni
  • la porta orientale
Molte le chiese ortodosse:
  • Sv.Nedelya church
  • St. Konstantin & Elena Church, una delle chiese più antiche della citta
e le case e le architetture interessanti del periodo medievale ed ottomano:
  • Hisar Kapia Gate una porta medievale; secondo la leggenda, se una coppia la attraversa tenendosi per mano, è destinata a rimanere insieme per sempre
  • House of Nedkovich edificata nel 1863 in stile classicista europeo per il ricco mercante di tessuti Nikola Nedkovich
  • Casa Balabanov oggi galleria d'arte
  • Casa-museo di Atanas Krastev, nota anche come Nacho Kulturata, è la residenza più antica della città che ora funge da museo. Costruita alla fine del XVIII secolo, mantiene ancora alcuni elementi architettonici medievali. Atanas Krastev fu un ex sindaco di Plovdiv e una figura influente nella preservazione del patrimonio culturale della città.
ma a Plovdiv ci sono anche musei interessanti:
  • Museo archeologico
  • Museo etnografico regionale di Plovdiv, un museo culturale bulgaro situato in un grande edificio del XIX molto bello
  • Esposizione permanente Zlatyu Boyadzhiev. Zlatyu Georgiev Boyadzhiev (1903 - 1976) è stato un pittore bulgaro. È noto per i suoi ritratti e paesaggi, raffiguranti principalmente il centro storico di Plovdiv e la vita di un villaggio nella stessa regione. Dopo un ictus ha perso l'uso della mano dominante ma non ha smesso di dipingere
  • Mostra permanente di dipinti "Georgi Bozhilov - L'elefante"
  • Antica Farmacia Hippocrates fondata nel 1872, è rimasta attiva come farmacia fino al 1947 ed oggi è un museo
Museo etnografico

E dopo tutta questa storia, scendete nella città nuova e perdetevi nel Quartiere di Kapana, un dedalo di viuzze ricche di locali.
Proprio qui noi abbiamo trovato un simpatico locale fusion dove pranzare con cibi tipici della cultura bulgara e prodotti spagnoli.

Teatro romano


Il motto di Plovdiv è “Antica ed eterna”.

Anfiteatro romano inglobato nella città nuova


Un saluto
alla prossima,
Patrizia