Ciao a tutti,
oggi raggiungiamo le coste settentrionali dell'Africa e andiamo in
Nella bandiera del Marocco il fondo rosso rappresenta la forza, il coraggio e il sacrificio mentre nella stella a cinque punte, conosciuta anche come Sigillo di Salomone, il verde è il colore tradizionale dell'Islam e le cinque punte simboleggiano i cinque pilastri dell'Islam: Shahādah (Professione di fede), Ṣalāt (Preghiera canonica), Zakāt (Elemosina legale), Ṣawm (Digiuno del Ramadan), Ḥajj (Pellegrinaggio alla Mecca).
Il Marocco è un paese sorprendente che racchiude in sé moltissime realtà differenti: città moderne e medine antiche con i loro stretti vicoli, spiagge, foreste rigogliose, deserti di sabbia e di roccia ma anche montagne con impianti di risalita per andare a sciare.
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| Deserto di roccia dell'Agafay |
La cosa che porterò sempre con me dal Marocco, più dei colori, come mi ero aspettata, è il profumo… non appena ti allontani dai souk, senti il profumo di spezie e di piante aromatiche. Il profumo di quelle piante è qualcosa che ti rimane dentro.
| Palazzo reale di Rabat |
Se in Uzbekistan l’atteggiamento delle persone è “siamo contenti che siate venuti a conoscere il nostro paese, ormai siamo amici”, in Marocco abbiamo avuto l’impressione di essere più delle vacche da mungere.
Una cosa banale: quando siamo andati a vedere le tante imprese più o meno artigianali che ci hanno portato a visitare, non ci hanno offerto il the e fatto accomodare ma solo cercato di vendere cose. Anche i souvenir nei souk erano costosi e tutti chiedevano una mancia per qualcosa, anche durante gli spettacoli che erano già stati pagati profumatamente.
Inoltre, le moschee in Marocco sono generalmente aperte solo per coloro che sono musulmani, mentre in Turchia le avevo trovate dei luoghi accoglienti in cui riposare nel silenzio sugli spessi tappeti ed ammirare l’architettura mentre, a pochi metri di distanza, un uomo sonnecchiava, una donna cambiava il proprio neonato e dei bambini giocavano inseguendo un gatto in silenzio. Quella per me era stata la testimonianza dell’amore di Dio che accoglie tutti allo stesso modo.
Ci sono molti gatti in Marocco ma a differenza di quello che accade nella zona tra il Montenegro e l’Uzbekistan, dove i gatti che abbiamo visto erano tutti sereni e ben pasciuti, i gatti del Marocco incarnano la sua popolazione, nelle zone più povere sono magri e spesso malaticci mentre gli altri sono più in salute. Nelle campagne, nei souk, nei siti archeologici, sempre bellissimi gatti, spesso rossi.
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| Le mie foto del Marocco: 70% gatti e 30% altro! |
Fate attenzione a quello che dite, quando vi trovate in Marocco, perché moltissime persone, soprattutto uomini, capiscono e parlano italiano.
Il Marocco si può visitare in autonomia, ma tenete conto che i cartelli stradali sono a volte solo in arabo ed altre in arabo, berbero e francese. Inoltre, lo stile di guida è molto disinvolto e i semafori e le precedenze non vengono affatto rispettate.
Se invece decidete di optare per un tour di gruppo, scegliete un tour operator di alto livello per non incorrere in problemi di organizzazione.
Noi abbiamo optato per un tour di gruppo e, quello che rimpiango del mio viaggio in Marocco, è di non aver visto molta cultura e storia ma piuttosto di aver corso tra un negozietto acchiappaturisti e l’altro.
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| Parco della lingua araba a Casablanca |
Il Marocco ospiterà i mondiali di calcio nel 2030 e in giro ci sono già cartelloni e merchandising.








