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domenica 22 dicembre 2024

ARTICOLO - Comfort film e comfort food

Ciao a tutti,

siccome fa freddo e non si ha voglia di uscire per musei ma piuttosto mettersi sotto un plaid a guardare la tele, oggi vi voglio parlare dei miei comfort film di Natale ma non solo.

Per Natale sicuramente Bad moms 1 e 2, il secondo è proprio Natalizio.

E poi Il piccolo lord del 1980 con Rick Schroder.

Non solo a Natale:

  • due film con Drew Barrymore: Cinderella, leggenda di un amoreMai stata baciata50 volte il primo bacio;
  • Una ragazza e il suo sogno;
  • poi sicuramente Mamma mia! con le belle musiche degli Abba;
  • Letters to Juliet con Amanda Seyfried;
  • Appuntamento sotto il letto del 1968.
Questi non sono i miei film preferiti, ma quelli che mi piace guardare e riguardare quando ho voglia di qualcosa che mi faccia sentire bene, che mi faccia sentire a casa.

Aggiungerei ancora alcuni consigli cinematografici di film alcuni forse poco noti o un po’ datati, senza scomodare film che tutti conoscono come la serie di Star Wars o del Signore degli anelli o registi importanti.

Per una serata divertente: Una notte da leoni, tutti e tre i film,  Operazione sottoveste (film del 1959 ma sempre divertente), La rivincita delle bionde (tutta la serie), Le ragazze del Coyote Ugly, Paul del 2011 (se non l'avete visto vi siete persi un filmone :-D ), HoneyIo sono tu con Melissa McCarthy, Labyrinth con David Bowie e Jennyfer Connelly, Dark shadows, Bad teacher, Una notte al museo (tutta la serie), e poi, ovviamente i film con Bud Spencer e Terence Hill.

Per una serata romantica ma sempre divertente: Eurovision, Pretty woman, Miss Detective (entrambi), Spanglish, 27 volte in bianco, Insieme per forza, Sotto il sole della Toscana, Burlesque, Il diavolo veste Prada, Un’ottima annata.

In famiglia, tre vecchi film Disney: Una ragazza, un maggiordomo e una lady con Jodie Foster bambina, Magia d'estate (Summer Magic) anche se le musiche Disney di questo film son parecchio bruttine e Il cow-boy col velo da sposa (The Parent Trap) entrambi con Hayley Mills; restando su Disney e altri film e cartoons, sicuramente Come d'incanto, Maleficent e alcuni film di animazione come Lilli e il vagabondo, La bella addormentata nel bosco (per i brani tratti da Tchaikowsky), Gli aristogatti (da vedere con la Micia), Hercules, Koda fratello orso, Shrek, Lilo e Stich, Kung Fu Panda, MadagascarEl Dorado
E poi ancora Enola Holmes, Garfield, Una scatenata dozzina (entrambi), Honey con Jessica Alba, Cuore d'inchiostro, Zathura, Sansone, Un boss in salotto.

Per una serata commovente: I passi dell'amore (meglio il film del libro di Nicholas Sparks), Le pagine della nostra vita, I ponti di Madison County (in questo caso meglio il libro), Amabili resti (molto meglio il libro del film), The whale, Voglio mangiare il tuo pancreas (bellissimo anime), Ophelia del 2018,  Tutti insieme appassionatamente.

Se amate l’azione: John Wick, Major Grom e il medico della peste, Suicide squad (entrambi), I. Frankenstein.

Se cercate qualcosa di più serio: La maschera di ferro, Agorà la storia di Ipazia, Il Corvo (meglio il fumetto).

Se invece preferite un horror anche a Natale: The others, Il sesto senso, Sinister, The conjuring, Dead silence, La vedova Winchester, Dark water, Orphan, La chiesa di Dario Argento ma anche Phenomena.

Sicuramente ne ho dimenticati tantissimi da consigliarvi, in ogni caso: buona visione.

Se invece vogliamo parlare di comfort food da associare ad uno di questi film, al primo posto in assoluto: la pizza, sempre e comunque pizza. Poi anche patatine fritte, magari quelle belle unte delle buste ma anche cioccolata calda bella densa con la panna, latte e biscotti e le fragole con la panna.

E voi? Quali sono i vostri comfort film e comfort food?

Un saluto
alla prossima,
Patrizia

domenica 24 luglio 2022

ARTICOLO - Viaggiare

Viaggiare


Ci sono tanti tipi di viaggi e tanti tipi di viaggiatori.
Si viaggia per tanti motivi: per lavoro; per staccare la spina e rilassarsi; per lasciarsi alle spalle una situazione momentaneamente difficile e riprendere contatto con il proprio io, lontani da tutto; per visitare posti nuovi e paesi lontani.

Ci sono quei periodi in cui ti senti troppo brutta e grassa per uscire di casa e vorresti chiuderti in una cassa buia a non fare niente. 
Poi parti per un viaggio. Visiti rovine, pietre che sono state posizionate in quel luogo migliaia di anni fa, pietre che magari sono state prima Tempio greco, poi Chiesa, poi Moschea, com'è capitato al Partenone di Atene.
E inizi a pensare.
Pensi a tutte le persone che sono passate accanto a quelle pietre in migliaia di anni, persone che hanno bagnato quelle pietre di lacrime, sudore e sangue. Che hanno riso tra quelle mura, litigato, che hanno pregato in preda a struggimenti molto simili ai tuoi. Hanno provato imbarazzo, vergogna fino a disperarsi e invocare aiuto e le loro voci hanno riecheggiato tra quelle mura sorde ai loro struggimenti.
Queste persone hanno vissuto una vita ricca di speranze, gioie, timori e di tutti loro NULLA è rimasto a testimonianza del loro passaggio tra quelle mura, della loro esistenza; siano essi stati schiavi, padroni, artigiani, ricche e opulente matrone. Nulla.
Pochi hanno lasciato i loro nomi sui libri di storia, magari associati ad accadimenti non veri o narrati in maniera errata ma dei loro problemi, dei loro dubbi, angosce, gioie... in realtà nulla ci è rimasto.
Questa è una delle cose che si impara quando si viaggia, oltre a confrontarsi con culture e usanze diverse dalle nostre; che NULLA DI NOI REALMENTE RIMANE.

domenica 5 giugno 2022

MUGUGNO - Cozze e D.U.F.F.

Ciao a tutti,

qualche giorno fa, guardando un film per adolescenti, ho scoperto che negli USA (o almeno in quel film) hanno un epiteto per definire quello che ero al liceo, ovvero una D.U.F.F.", acronimo di "Designated Ugly Fat Friend": "La brutta, grassa amica designata"... ovvero designata a fare apparire più belle le amiche cui si accompagna.

In poche parole ero l'amica cessa che i compagni di classe scarrozzavano in auto per poter uscire con le mie amiche stragnocche e che le amiche stragnocche si divertivano a cercare inutilmente di migliorare con trucco, parrucco e tubini comprati al mercato. Era la fine degli anni '80; adesso le ragazzine son tutte carine e vestite in modo abbastanza stereotipato ma io all'epoca passavo dai jeans  all'abbigliamento sportivo e, anche quando mi vestivo carina e toglievo gli occhialoni di plastica trasparente per le lenti a contatto, sempre cessa rimanevo.
Ero quella che veniva sempre ignorata o casomai avvicinata per una sfida sportiva o per: "mi presenti la tua amica? E' single?". Diciamo che un po' ci mettevo anche del mio perché non avevo amiche normali ma tutte oggettivamente stragnocche.
E quando tutti, perfino la tua famiglia, si affannano a farti capire che sei bruttina, la tua autostima non può che uscirne compromessa per sempre.

Ma proprio come accade a Drew Barrymore in uno dei miei film preferiti: "Mai stata baciata", anche io a trent'anni ho avuto la mia rinascita. 

Drew Barrymore in "Mai stata baciata"

Da Josie-buzzi-cozza sono diventata una giovane mamma magra che aveva pubblicato un libro, anche se purtroppo è durato poco, come tutte le cose belle.

Ed è questo il mio messaggio a tutte le ragazze che sono le bruttine del liceo. Non deprimetevi e non chiudetevi in voi stesse, dovete solo avere la pazienza di crescere e le cose che vi sembrano dei difetti insopportabili, diventeranno degli aspetti di voi che imparerete ad accettare o ignorare, anche se forse mai ad apprezzare.
Non arriverete mai ad essere come le barbie del liceo. Nel mio c'era una ragazza bellissima e anche molto simpatica che non ho mai visto senza un sorriso o con un brufolo o con un ciuffo di capelli fuori posto. Ma ci sarà un momento della vostra vita in cui vi sentirete voi stesse e non vi preoccuperete più del giudizio degli altri, allora sarete veramente libere e felici.

E questa consapevolezza mi è rimasta anche dopo la mia "età del'oro", molti anni e moltissimi kg in più. Perché quando impari ad accettarti per quello che sei, ovvero una persona mediocre in tutto quello che fa e non solo nell'aspetto fisico, con un'intelligenza e una capacità di esprimersi e di relazionarsi con gli altri davvero limitata; quando capisci che non accadrà mai niente di quello che sognavi al liceo e che per un certo periodo hai pensato che sarebbe potuto succedere: diventare una donna piacevole, magra e brillante, scrivere, lavorare in una biblioteca, avere la stima e l'approvazione della tua famiglia e di chi ti sta accanto.
Quando accetterai che dentro di te sarai sempre una Josie-buzzi-cozza dalla lingua tagliente e con una certa dose di sarcasmo che quasi nessuno potrà capire, allora sarai pronta ad accettarti per quello che sei e a vivere la tua vita pienamente.



Un saluto a tutte,
che siate Barbie o DUFF: 
siate sempre voi stesse.
Patrizia


domenica 30 gennaio 2022

ARTICOLO - il GRAFENE

Ciao a tutti,

oggi voglio ringraziare i no-vax (premessa: questo non è assolutamente un post che parla di vaccini o di vax e no-vax) perché, senza le boiate che scrivono online, non avrei conosciuto un materiale che ha qualcosa di magico:

il GRAFENE

Strutture del Carbonio (immagine presa dal web)


L'ho definito magico perché è praticamente bidimensionale. Ma cominciamo dall'inizio.

Nel 2004 due scienziati russi emigrati a Manchester, Andrej Gejm e il suo studente Konstantin Novosëlov, si annoiavano e cercavano un passatempo ma siccome erano pur sempre due scienziati, misero un pezzo di grafite tra due pezzi di nastro adesivo per vedere quanto riuscivano ad assottigliare la grafite che ha una struttura lamellare. Il risultato fu stupefacente. Infatti con questi potenti mezzi tecnologici: un pezzo di nastro adesivo e uno di grafite (la punta di una matita, per così dire), riuscirono ad ottenere un materiale "spesso" un singolo atomo di carbonio: erano riusciti ad arrivare all'atomo!

Le scoperte sul grafene e le sue applicazioni (realizzazione di un transistor) conseguite nel 2004 hanno valso loro il premio Nobel per la fisica nel 2010.


Ma quali sono le proprietà del grafene? Il grafene è flessibile, leggero, trasparente ed è allo stesso tempo il materiale più resistente conosciuto, per questo ha grandi potenzialità in ambito meccanico. 

Per le sue proprietà elettriche viene utilizzato in alcuni tipi di batterie. Il grafene è un ottimo conduttore termico, secondo solo al diamante.

Un singolo strato di grafene, pur essendo spesso un solo atomo, è in grado di assorbire il 2,3% della radiazione uniformemente su pressoché tutto lo spettro ottico.

In futuro potrebbe avere delle applicazioni in ambito medico in quanto pare che possa essere utilizzato contro i batteri ma attualmente stanno ancora studiando se, per la sua composizione a base di Carbonio e per la sua bidimensionaliltà, possa avere effetti tossici.

Inoltre al momento si tratta di un materiale estremamente costoso, di difficile produzione e che necessità tecnologie che solo poche aziende nel mondo hanno.

Se volete conoscere le composizioni dei vaccini, vi invito a verificare sul sito dell'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco)

anche se dopo aver scoperto che in uno dei vaccini c'è ad esempio il:

((4-idrossibutil)azanediil)bis(esano-6,1-diil)bis(2-esildecanoato) (ALC-0315) non so quali decisioni medico-scientifiche sarete in grado di prendere...

certo che nello stesso vaccino che c'è anche del terribile Colesterolo e perfino del Saccarosio Ehi, ma quindi fanno ingrassare?! Su questo punto dovreste concentrarvi: i vaccini fanno ingrassare e intasano le arterie!

Un saluto,
alla prossima
Patrizia

P.S. Chiedo scusa ai lettori per le digressioni di carattere non propriamente scientifico

mercoledì 22 aprile 2020

2020 - Covid-19 - Diario di un contagio (forse)

2020 - Covid-19 - Diario di un contagio (forse)

Gennaio 2020
All'inizio sembrava un'epidemia lontana, dall'altra parte del mondo. Com'era stata la SARS ed altre epidemie prima di lei. Dai dati che arrivavano dalla Cina sembrava avere una mortalità inferiore a quella dell'influenza che, nello stesso periodo, circolava in Italia. Ma i dati non tornavano. Se era così poco letale, perché in Cina si agitavano tanto?

Poi tutto d'un tratto era qui. Più virulenta di quanto si potesse immaginare.

09 marzo 2020
Erano giorni che non uscivo se non per andare al lavoro, cercavamo di stare lontani gli uni dagli altri ma la gravità del contagio non era ancora stata recepita in Piemonte. Sembrava che si ammalassero solo le persone che erano state nelle zone a rischio. L'epidemia si era spostata dalla Lombardia alla Liguria su scarpe di podisti ed aveva contagiato un sacco di persone: famiglie che si godevano le vacanze di carnevale oppure anziani che svernavano alle miti temperature liguri.
Comunque ho fatto quello che le istituzioni mi dicevano di fare e anche di più. Abbiamo tagliato le uscite non necessarie e siamo stati tranquilli.

10 marzo 2020
E' iniziato anche per me lo Smart Working e con esso la clausura, in giornate occupate dal lavoro online e poco altro.

14 marzo 2020
Sono cominciati i brividi, la debolezza, un po' di tosse, un pochino di raffreddore. Niente di che... chissà.

15 marzo 2020
E' arrivata anche la febbre. Giusto un pochino. Ho preso un medicinale a base di paracetamolo e acido ascorbico. La temperatura, che era a 38°C, è subito scesa e non è più risalita. 
Ho chiamato il numero verde per l'emergenza e poi il medico curante, per sapere se dovevo fare qualcosa. Le direttive erano di stare a casa e richiamare in caso di affanno e problemi respiratori o febbre persistente. Per fortuna non è stato il mio caso.

I giorni sono passati immersi nel sonno e nella spossatezza. Dal 5 marzo ho dormito 20 ore al giorno per i successivi 4 giorni. E ogni minuto che dormivo, sentivo che il mio corpo guariva. Il sonno era tutto quello di cui aveva bisogno.
Non ho preso altri farmaci. Non mi hanno fatto tamponi. Ho solo dormito. Ci sono dei momenti in cui mi chiedevo se avrei continuato a respirare, ma mi sono limitata a farlo.

19 marzo 2020
La mutua è finita. Anche la spossatezza è finalmente passata. Sono riuscita ad alzarmi dal letto e a camminare senza il minimo affanno e senza sentirmi debole. La sensazione di sentirsi nuovamente bene è quasi esaltante.
Sono arrivati due nuovi sintomi, però. Ho perso il senso del gusto né l'olfatto, sentivo giusto le sensazioni di base: dolce, piccante e acido.

Ho letto i sintomi che i medici in quei giorni aggiornavano giornalmente su internet: tosse (un po'), raffreddore (un po'), diarrea, debolezza. E poi, alla fine del decorso della malattia, anosmia e ageusia.
Allora forse me la son presa sul serio. Chissà. Non lo saprò mai.
Nel dubbio ho proseguito la mia clausura per qualche settimana.

L'angoscia di dover vivere senza sentire il gusto del cibo è stata la cosa che forse mi è pesata di più. Il pensiero di non sentire più il gusto della pizza, il profumo del rum e del burro. Cercavo di ricordarmi i profumi e i gusti delle cose e scoprivo di non riuscirci. Così ho scoperto che il gusto non è un senso che lascia una memoria in noi.
I medici in quei giorni non sapevano ancora se si trattava di sintomi reversibili. Nel mio caso lo sono stati.

21 marzo 2020
Non mi sento ancora pronta a correre la maratona ma non sono più tanto stanca e il gusto e l'olfatto sono tornati quasi del tutto.

24 marzo 2020
Rimaniamo qui immobili, in attesa. Non ci chiediamo neppure se e quando finirà tutto questo. Viviamo senza farci domande e senza pensare.
Intanto le derrate alimentari e la carta igienica nei negozi iniziano a scarseggiare. Non penso che l'Italia sia in grado di andare avanti in queste situazioni per mesi.
La cosa che tutti quelli della mia generazione ricorderanno di questa malattia, sarà che in Italia, la prima cosa a diventare introvabile, prima ancora delle mascherine e dell'Amuchina per disinfettarsi le mani, è stato il lievito di birra secco. Tutti chiusi in casa ad impastare pane e pizze. Io no, ero troppo debole.

26 marzo 2020
Stasera è tornata la tosse secca. Non so se è perché non sono guarita bene o se è dovuta al raffreddore e al fatto che con la primavera sono arrivate le temperature invernali: oggi in alcune zone di Torino ha anche nevicato.

30 marzo 2020
Ancora non mi sento al 100%, non so se si tratta semplicemente del fatto che stiamo tutto il giorno in casa seduti da settimane o forse è la paura di ammalarsi che non ci lascia mail.



Preoccupazione, angoscia e incredulità.
Giornate passate immobili 
a guardare nel vuoto senza pensare.
E ci chiediamo se è davvero esistito un tempo, 
in un'altra vita, forse, 
in cui uscivamo, 
ridevamo spensierati, 
viaggiavamo e facevamo progetti. 

22 aprile 2020
A quasi due mesi di distanza, la voce non è tornata quella di una volta e non so se lo tornerà mai, resta al fondo della gola un lieve bruciore.
Resta anche la paura per le persone cui voglio bene, la paura che si ammalino, ma so che non è una cosa legata a questo virus, è una sensazione che ci accompagna sempre, in particolar modo nel momento in cui diventiamo genitori.

Resta anche il dubbio: mi sarò ammalata di Covid-19 o era una semplice influenza? Riuscirò mai a fare il test sierologico o lo faranno fare solo a categorie particolari come personale della sanità (ma anche politici e calciatori, com'è stato per i tamponi)? E questo ha un qualche valore? Oppure il virus muterà e la malattia potrà essere contratta di nuovo?

Sono cose che solo il tempo e gli studi ci potranno dire.
Una cosa è certa. In un modo o nell'altro, passerà anche questo virus, come tutto passa. O lui si adatterà a noi, perché un virus che uccide tutti i suoi ospiti non va lontano (vedi l'Ebola) oppure noi ci adatteremo a lui. Probabilmente entrambi.




Saluti dalla quarantena
(io non ci sto male in casa).

Al prossimo (post, non virus)
Patrizia

lunedì 19 giugno 2017

ARTICOLO - Cerimonie e abbigliamento

Ciao a tutti,
siete depressi perché dovete andare ad una cerimonia in Chiesa e pensate di annoiarvi durante la cerimonia?
Ma no, tranquilli, questo non succederà, vi basterà guardarvi intorno.

Quest'anno ho potuto ammirare circensi: quali donne con i pantaloni corti e larghi a righe bianche e nere e giacche da donna da domatore di leone con tanto di disegno e alamari dorati. Poi gli immancabili tubini giropassera con trasparenze equivoche e disegni a fiori, nella cui categoria ha vinto quello a farfalle colorate. Ma la vincitrice dello spettacolo è stata una tipa con tubino scuro che si è seduta a gambe larghe con i piedi calzati in tacchi a spillo posati sull'inginocchiatoio della panca, in posizione da studio ginecologico, mostrando le mutande (o le pudende, non ho controllato) a tutti gli astanti!

Devo dire che in città i toni si smorzano e l'eleganza si fa più sobria ma anche più... elegante, appunto, senza cadere nel pacchiano. 
O almeno in periferia perché in centro città potrete vedere donne con cappellini che sembrano rubati alla Regina di Inghilterra.

Certo, poi la nota di colore di una donna non filiforme con indosso solo una camicia verde acido senza pantaloni né gonna, rovinava un pochino il colpo d'occhio dell'eleganza... ma pazienza, ci si accontenta!


Ma non c'è solo la gente che si veste in modo inappropriato, ci sono quelli che vanno a messa e non hanno idea di dove siano e di cosa stia succedendo. Come una signora che durante al momento della cresima dei ragazzini voleva andare a prendere la comunione, anche se non era ancora stato celebrato il momento dell'eucarestia.
A queste persone, a quelle che giocano con il cellulare ed a quelle che passano tutta la funzione a salutare i parenti, sentendosi un po' come la regina della situazione vorrei dire che potrebbero anche aspettare fuori.

Un saluto,
alla prossima.
Patrizia
 

giovedì 26 gennaio 2017

ARTICOLO - Il male che le favole hanno fatto alle donne

Quanto male hanno fatto le favole alle donne? Ve lo siete mai chiesti?

Negli ultimi anni, in mezzo a tutti i numerosissimi casi di femminicidio e di maltrattamento delle donne da parte dei loro compagni, fidanzati, amanti, ex, ci sono dei casi che emergono per la loro peculiarità.
Donne non giovanissime, anche con più di cinquant'anni circuite, matrattate, imprigionate, ricattate e in almeno un caso uccise da quello che pensavano potesse essere il loro principe azzurro.

Noi tutte siamo cresciute con le favole.
Il principe arriva, bacia Biancaneve e vivono per sempre felici e contenti.


Allora
. Iniziamo dal fatto che Biancaneve sta dormendo in una bara da un bel po' e ha il fiato di un caimano morto. Il fatto che il principe la baci in quelle condizioni non la fa pensare che potrebbe trattarsi di uno spostato magari pure un po' necrofilo? Come fa a fidarsi di uno così e farsi portare nel suo castello? Con tutte quelle che ha passato non ha imparato niente?

Donne che sono cresciute con fiabe come questa pensano che finalmente sia arrivato il principe azzurro, che le porterà sul suo cavallo bianco per amarle e onorarle... io capisco che per una donna possa essere difficile il pensiero di invecchiare da sola, ma davvero volete fare la fine di Biancaneve rinchiusa nel castello contro la propria volontà a lavare e stirare le camicie del principe necrofilo?

Innanzitutto penso che, quando si conosce qualcuno in rete, bisogna andarci con i piedi di piombo. Allo stesso modo se una milf viene abbordata da un ragazzino... insomma, lo so che vi fa sentire sexy e desiderate, ma osservatevi con obiettività: quanto siete davvero milf e quanto solamente disperate? Confidatevi con le amiche, incontratelo sempre in luoghi pubblici per le prime volte: insomma, due domande fatevele!!


Forse pensate di essere come la protagonista di un film ma siccome la vita reale non è una favola, fate attenzione che potrebbe non trattarsi di un film d'amore ma di un thriller o di un episodio di Bones.

Un saluto,
alla prossima
Patrizia

venerdì 18 novembre 2016

ARTICOLO - ARTE E SCULTURA - Giuseppe Inglese - Artista

Ciao a tutti,
oggi parliamo di scultura.
Voglio presentarvi il mio amico artista Giuseppe attraverso un’intervista.

GIUSEPPE INGLESE
Artista

L'Attesa - Giuseppe Inglese

Giuseppe, quando nasce il tuo interesse per l’arte e per la scultura in particolare?
Il mio interesse per l’arte nasce nell’adolescenza quando ho iniziato ad intuire che in alcuni lavori c’era molto più di quanto sembravano rappresentare. C’erano lavori in grado di tirar fuori emozioni che a quell’età erano per me confuse e di fatto ancora inesprimibili.

Quali sono i tuoi artisti moderni o contemporanei preferiti?
Non ho un artista preferito, me ne piacciono veramente moltissimi, noti e ignoti. Diciamo che mi piace chiunque riesca a raccontarmi se stesso attraverso la sua produzione artistica. Non mi interessa nemmeno il tipo di tecnica utilizzata, ognuna ha i suoi limiti e le sue potenzialità, l’importante è che il risultato finale riesca a parlarmi della sua umanità.  Non è un caso che io sia stato affascinato dallo studio di  temi quali la grafoanalisi e gli scarabocchi infantili: in ogni piccola traccia lasciata sul foglio c’è un pezzo del racconto di chi siamo veramente.

Parlaci dei tuoi primi lavori e degli ultimi. Come si è evoluto il tuo modo di fare arte?
I miei primi lavori sono stati caratterizzati in modo sostanziale dai temi esistenziali. La mia ricerca, in ogni campo, si è concentrata intorno a temi quali il rapporto figura-sfondo, la pienezza dell’essere, la sua matericità, la frammentazione del mondo, lo smarrimento e la fatica del vivere e relazionarsi all’altro. I quadri erano molto materici, crostosi e pesanti. Poi però, un po’ per volta, ho iniziato a sentire l’esigenza di liberarmi di quella “gravità”. Anche una semplice campitura di colore, i contorni regolari della tela, il fatto che ogni cosa fosse incastrata in quella bidimensionalità, mi dava una sensazione di soffocamento e limitatezza. Ho iniziato a staccarmi da quella matericità e la mia ricerca si è spostata senza quasi accorgermene dalla “presenza dell’essere” a quella del “non-essere”.
Come spiego sempre, sono passato dalla pienezza e crostosità delle campiture materiche al vuoto, che però acquisisce senso e valore grazie al segno grafico e al dinamismo dei fili metallici intrecciati. Ho iniziato ad utilizzare il filo metallico proprio come tentativo di liberare il segno, pur mantenendone la qualità espressiva, dalla tela. 

Divertente l'idea di "crostosità" per definire un dipinto!

Insieme - Giuseppe Inglese


I soggetti delle tue opere sono quasi sempre persone, da cosa trai ispirazione per una nuova opera?
Questa è difficile. Rappresento principalmente persone perché le trovo tremendamente affascinanti. Il tema di ciò che siamo resta sempre centrale in ogni mia ricerca ed esperienza di vita.
Una volta che nasce l’idea di una scultura passo giorni e a volte mesi a cercare la giusta postura; cerco di curare ogni singolo gesto in modo che tutto sembri semplicissimo e lasci spazio con immediatezza al senso dell’opera. C’è un giusto equilibrio da raggiungere e per ogni opera ci può volere tantissimo tempo per raggiungerlo. Non è raro iniziare un lavoro e abbandonarlo, oppure riprenderlo dopo anni perché all’improvviso si intuisce quel che c’era di troppo o che mancava.

Quali sono le emozioni che provi quando stai lavorando ad una nuova opera? E quando hai finito il lavoro?
Finire un lavoro è di solito un momento commovente. La fatica del lavoro ha prodotto l’idea che in quel momento è davanti a te, così come l’avevi immaginata e pronta per fare la sua vita. Si sperimenta ogni volta che la vita è un faticoso ma dignitoso coltivare. Poi, certo, non siamo noi a fare piante e fiori ma senza il nostro lavoro e la nostra cura non ci sarebbe “giardino”. Per quanto riguarda le emozioni precedenti, cosa dire, tutto quello che sei viene fuori: un grande caos interiore da incanalare secondo dopo secondo, con metodo e concentrazione cercando di fronteggiare la stanchezza. Anche perché, se si perdono la concentrazione e la serenità, il rischio non è solo quello di dover rifare o correggere parti del lavoro, ma anche di farsi seriamente male con l’acciaio.

Le tue opere sono molto belle. Solitamente sono bianche alla luce e diventano colorate al buio. Puoi spiegarci qualcosa sulla tecnica e i materiali utilizzati?
Il processo è abbastanza semplice, per quanto molto lungo. Attualmente per le sculture utilizzo esclusivamente fili di acciaio inox di varie misure, il filo (chilometri di filo) viene intrecciato a mano. Piano piano, avanzando si dà forma all’opera. Terminata la “tessitura” ci sono varie fasi di verniciatura. Una di queste fasi viene realizzata utilizzando colori luminescenti, i cui pigmenti reagiscono alle lampade di wood.

Molto interessante. Non deve essere semplice realizzare una di queste opere.


Magici incontri - Giuseppe Inglese

Adesso parlaci di te. Potresti descriverti in una sola frase?
“Il nulla porta l’essere nel cuore”… non è mia, è una frase di Jean Paul Sartre.

Il cane e la farfalla - Giuseppe Inglese


Se queste foto vi hanno intrigato, potete approfondire su:
http://www.giuseppeinglese.com
https://www.facebook.com/giuseppe.inglese.official

Giuseppe fa anche delle splendide opere monumentali che rappresentano dei bambini molto piccoli.
Termino l'articolo con un'opera particolare che trovo molto espressiva anche se più cupa dove le altre sono espressione di qualcosa di tenero e spesso allegro.

Il risveglio - Giuseppe Inglese


Non esitate a contattarlo per ulteriori informazioni o curiosità.

Un saluto,
alla prossima.
Patrizia




giovedì 25 agosto 2016

ARTICOLO - Cucina degli orrori

Ciao a tutti,
mi sono imbattuta in una serie di articoli di piatti tipici che in base alla nostra cultura occidentale sono pura follia, mentre in altre culture sono vere prelibatezze. Ed ecco che vorrei darvene un esempio.

Adesso che qui in occidente va di moda la cucina Vegan, nelle altre parti del mondo, ma non solo, si mangiano:

- cani e gatti, vabbè, noi mangiamo il coniglio, lo so! [Sud Est asiatico];
- animali ancora VIVI:
  pesci (Ying-Yang fish [Taiwan] e Ikizukuri [Giappone], la differenza è che il secondo viene fritto prima di essere servito ancora vivi),
  rane, sashimi di rana [Cina],
  aragoste [New York],
  topolini appena nati [Cina],
  pipistrelli [Isola di Guam],
  cervelli di scimmia (con la scimmia ancora attaccata) [Cina],
  asini [Cina],
  serpenti [Cina],
  gamberi [Sud Est asiatico],
  insalata con formiche [Danimarca]...
  da noi si mangiano ostriche e ricci di mare;
- lo sannakj [Corea],tentacoli di polpo che si muovono ancora nel piatto;
- il tepa [Alaska], letteralmente teste puzzolenti, ossia teste di salmone crudo sepolte sotto terra per una o più settimane;
- vermi e insetti di ogni genere, ad esempio i biscotti con le vespe [Giappone]; 
- vermi e serpenti spesso vengono usati per aromatizzare dei liquori, e noi poveretti che usiamo frutta o erbe dobbiamo sembrare loro assai strani;
- tarantole e altri ragni fritti [Cambogia];
- serpenti arrotolati sugli stecchini come uno spiedino [Cina];
- Balut [Sud Est asiatico], embrioni di anatrata crudi o cotti dentro l'uovo;
- zuppe di scarafaggi [Sud Est asiatico];
- il pene di yak [Cina];
- testicoli di gallo, però sono afrodisiaci! [Cambogia];
- zampe di gallina fritte [Cina];
- uova centenarie, ossia uova lasciate per un mese in una soluzione alcalina [Cina];
- zuppa di nidi di uccello [Sud Est asiatico], si tratta dei nidi delle rondini salangana, che sono fatti per lo più di bava di uccello;
- topi fritti [Cina];
- occhi e guance di pesce;
- Shiokara [Giappone], calamari lasciati fermentare nelle loro viscere per un mese;
- frattaglie di ogni tipo e cibi prodotti con il sangue in ogni parte del mondo;

Dopo un menu del genere potrei consigliarvi un bel caffè fatto con i kopi Luwak [Sud Est asiatico], grani di caffè mangiati ed evacuati da una specie di zibetto, che ne dite?!

Oltre all'idea che fritto e pastellato ti possono far mangiar di tutto e sembra sempre buono, onestamente l'idea di mangiare una povera rana viva che ti guarda mentre le mangi le budella, mi pare una cosa un pochino strana.

A voi no?
Cercate il filmato e poi mi direte!

Un saluto,
alla prossima gustosa ricetta!
Patrizia




giovedì 9 giugno 2016

Articolo - FEMMINICIDIO

Parliamo di femminicidio.
Non si può non parlarne.
Questo fenomeno in aumento ci fa capire come in realtà la nostra cultura occidentale sia molto meno aperta di quello che pensiamo.

Prendiamola un po' alla lontana.C'erano una volta, in Europa, le donne guerriere, le donne druido che avevano stessa dignità e diritti degli uomini.
Poi è arrivata la cultura dall'oriente che diceva che le donne erano inferiori o anche solo che erano deboli ed avevano bisogno di essere protette (vedi l'esempio di San Patrizio). E questa mentalità nel corso di questi quasi duemila anni si è affermata e si è radicata, tanto che è diventato molto difficile sradicarla, anche in una società culturalmente avanzata come la nostra.
 
Il problema non sono solo gli uomini, ma anche le donne.
Fino ad una generazione fa queste cose non c'erano o non si sentivano perché le donne erano meno propense a ribellarsi, passavano tutta la vita con il proprio marito, anche se non erano felici, perché questo veniva imposto loro dalla famiglia, dalla cultura e dalla società.
Adesso da una parte ogni persona è maggiormente consapevole che la vita è una sola ed è necessario pensare al proprio benessere, mentre dall'altra ci sono meno vincoli culturali (la separazione e il divorzio sono all'ordine del giorno).
 
Dunque.
Il problema è negli uomini, grazie a Dio non tutti ma solo in minima parte, che sono rimasti indietro di una generazione. Uomini che pensano che le donne: mogli o fidanzati siano oggetti di loro proprietà perché ancora troppe cose nella loro società fanno in modo che considerino le donne come un oggetto e non come una persona loro pari.
 
Il problema è nelle mamme che non insegnano ai loro figli che donne e uomini vanno rispettati, che essere lasciati dalla fidanzata o dalla moglie non è una sconfitta ma che sono cose che accadono e che bisogna imparare ad accettare la fine di un rapporto e  ricominciare. Insomma le mamme devono insegnare ai loro figli a perdere ma anche che tutto ha una fine e bisogna accettare il volere degli altri, anche se va contro il nostro. Insomma questi assassini prepotenti sono in primis dei bambini viziati.
 
Il problema è nelle donne, nelle mamme che accettano la violenza domestica e il ruolo di essere considerate inferiori all'interno della famiglia perché danno un esempio errato ai loro figli.
 
Il problema è nelle donne. Nelle donne che accettano un uomo sbagliato o violento per non stare da sole, perché la società ha insegnato loro che se rimangono zitelle, se non hanno un uomo, non saranno mai felici, appagate e complete. Fatemi dire che è un'idiozia. Piuttosto che un uomo che non vi rende felici o che non vi rispetta, prendetevi un gatto o un cane: vi amerà e rispetterà oltre ogni immaginazione.
 
Il problema è nelle donne che non si difendono, che accettano la violenza, accettano le scuse di un uomo che le ha picchiate e che lo rifarà. In quei casi non basta la denuncia perché i poliziotti non possono essere ovunque e questi uomini sono subdoli e cattivi e vi faranno credere che sono cambiati. Non credetegli. Non cambieranno mai.

Imparate a difendervi e non abbassate mai la guardia se avete un ex che è stato violento e non pensate che lo avete amato, pensate al male che vi ha fatto e, all'occorrenza COLPITE, COLPITE DURO.
 
Tornate ad essere le donne guerriere che comandavano i clan!
 
Un abbraccio a tutte le donne in trappola.
A presto,
Patrizia


giovedì 14 aprile 2016

ARTICOLO - Appunti d'arte


APPUNTI D'ARTE
 
Appunti d'arte è il sito di tre pittori e amici nonché appassionati e professionisti del pennello che si dilettano con varie tecniche: dipinti ad olio, acrilici, acquerelli, pastelli, carboncino, aerografo e molto altro.
 


Cristina Taverna ARABIAN_EYES (2015) olio su tela 40x30

Rubacchiando dal loro sito http://www.appuntidarte.it/:
<<Tre amici e una grande passione. I legami tra persone sono fatti di emozioni comuni. La nostra emozione è l'arte in qualsiasi sua forma. Con i nostri disegni, dipinti e fotografie vogliamo parlarvi un po' di noi, raccontarvi il nostro vissuto. Per chi non può venirci a trovare a Torino ecco a voi un punto virtuale d'incontro, dove vogliamo condividere con voi il nostro trasporto per la pittura e l’arte visuale in genere.>>


Cristina Taverna YOU CAN LEAVE YOUR HAT ON (2016) pastelli su cartoncino 48x62
 



















Cristina Taverna ha amato il disegno e la pittura fin da piccola. Col suo realismo crea immagini che ti fissano dalla tela e disegni che sembrano fotografie.

 


Elena Tanzarella MIRA (2015) olio su cartone 24x30
 
Elena Tanzarella è un'arista che interpreta e crea opere esuberanti, vivaci ma anche tenere, romantiche e moderne.
 
Elena Tanzarella LAGO GHIACCIATO (2008) acrilico su foglio 30x40
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Luigi Murgi ama frenare sulla tela la bellezza e l'emozione della Natura. I suoi dipinti ad olio e i suoi pastelli hanno colori tenui e linee delicate.
 


Luigi Murgi NATURA MORTA 8 (2004) carboncino su carta 35x50

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Non è stato semplice scegliere le immagini per questo articolo in quanto le loro opere sono tutte bellissime. Se vi ho incuriosito, sul loro sito potrete vedere altri dipinti molto belli e avrete la possibilità di contattarli per chiedere informazioni sulle loro opere.
Alcuni di loro lavorano anche su commissione per ritrarre i vostri cari a due e a quattro zampe e avere così un ricordo indelebile che, non solo è più personale di una fotografia, ma anche una vera e propria piccola opera d'arte.
 
Luigi Murgi PROFUMI PROVENZALI (2005) olio su tela 70x40

Appunti d'arte lo trovate al link: http://www.appuntidarte.it/
 


mercoledì 5 agosto 2015

ARTICOLO - Teglie per torte

Ciao a tutti,
in questi giorni stavo cercando delle teglie per torta in internet... cercavo qualcosa di carino per la prossima festa di compleanno del mio cucciolo ed ho trovato veramente di tutto.

Stampi a forma di scarpa. Scarpe di tutti i tipi: da donna, da uomo, da bambina, da ballo.

Stampi a tema religioso e non parlo delle solite campane, dei babbi natale, agnellini di Pasqua, ecc. C'è una tortiera a forma di tetto di
Cattedrale ed una a forma di croce.
Poi ci sono gli animali improbabili: pavoni, teste di cavallo (molto gettonate dai mafiosi per mandare messaggi intimidatori senza doversi procurare un cavallo vero), rinoceronti e perfino PICCIONI. Ma la torta a forma di piccione, secondo voi, dev'essere al gusto di guano? No perché mi viene difficile separare il piccione dal suo odore tipico, non propriamente piacevole!
 
 

 
Infine le torte di dubbio gusto: a forma di busto di donnina nuda (ma anche di uomo) e quella a forma di pene.
 
 
Al momento ho deciso di soprassedere sull'acquisto
Un saluto,
alla prossima
Patrizia


lunedì 13 aprile 2015

ARTICOLO - La Taverna del Colore

Ciao a tutti,
oggi qualcosa di frivolo e piacevole: voglio parlarvi della mia amica Cristina.


Olio su tela

Olio su tela


Cristina è un'artista, disegna fin da quando era piccola. 
Per vivere disegna auto e particolari di auto ma la pittura è la sua passione... unita al suo orto e, ovviamente, ai suoi micetti.

Dipinge splendidi quadri ad olio, una passione recente, ed acquerelli dalle tinte delicate.

Acquerello
Olio su tela
Gatti, cani, bambini prendono vita sotto i suoi pennelli, soprattutto i loro occhi, che danno un'anima ai soggetti rappresentati. Per non parlare del pelo... che sembra poter essere accarezzato. 

Occhi : particolare
Le sue nature morte si animano, mentre le emozioni dell'artista si trasmettono a chi guarda.

Acquerello
Cristina collabora con varie organizzazioni di volontariato per gatti e cani, infatti con i proventi delle sue opere aiuta i pelosi meno fortunati, affinché possano avere una cuccia calda, del cibo e cure mediche. 

Oltre ai quadri, dipinge soprattutto magliette, foulard, tovagliette e cuscini da arredo ma anche qualsiasi cosa stimoli la fantasia dei suoi committenti. Facendo ritratti su richiesta dei loro amici pelosi o dei loro bimbi.
 
Maglietta realizzata su commissione
Inoltre, in collaborazione con una sua amica, realizza delle splendide borse in stoffa o in ecopelle, completamente fatte a mano.
Borsa interamente realizzata a mano

Se sono riuscita ad incuriosirvi, la trovate su Facebook:


https://www.facebook.com/pages/La-Taverna-del-Colore/1453224124959267
Per info.: Cristina Taverna
Esempio di campionario

Complimenti Cristina!

Un saluto,
alla prossima
Patrizia