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domenica 9 novembre 2025

MUGUGNO - Solo in Italia si mangia bene

Ciao a tutti,

da poco sono rientrata da un viaggio di gruppo all'estero in un paese molto affascinante e nemmeno troppo lontano dal nostro, enogastronomicamente parlando. Una sera un'anziana guardando la sua zuppa vegetariana senza la minima intenzione di assaggiarla ha detto:

"E' che io vengo da un paese dove si mangia TROPPO bene"

Allora, è indubbio che in Italia si mangi bene quasi sempre. E' anche indubbio che:

  1. quelli della cucina italiana sono sapori cui siamo abituati fin da piccoli,
  2. non è vero che si mangi bene dappertutto né che le condizioni igieniche siano sempre migliori di quelle che si trovano in altri stati, anzi, in locali non sospetti con una buona nomea poi entrano i NAS e... ops... ad esempio, alcune settimane fa una donna ha comprato della lasagna in un'italianissima gastronomia nell'italianissima Roma e c'erano dentro dei vetri.
  3. ricordiamo che i Francesi e molti altri sostengono che sia il loro il paese in cui si mangia meglio, per cui mi vien da dire che si tratta di un'affermazione opinabile.

Tornando alla zuppa di cui sopra, non era molto invitante ma devo dire che era comunque buona.

Di affermazioni di quel tipo ne ho sentite fin troppe nella mia vita.

In Egitto: si mangia male qui, la pizza non era buona!

A Praga: il pane non è buono qui, è troppo molle! Parlavano dei Knedlíky, gnocchi di pane che mettono a fette nei piatti di carne.

In Scozia: Mangiano male qui! A noi piace mangiare sano, andiamo al ristorante tailandese. Chi non ha mai assaggiato la cucina e soprattutto la carne scozzese, non può capire cosa si perde!

Oltretutto durante il viaggio di gruppo sopra menzionato abbiamo potuto ammirare gesti di maleducazione e ignoranza abbastanza spiccati. Faccio notare che non si trattava di una gita scolastica ma che la maggior parte dei partecipanti erano pensionati:

  • persone che parlavano dei fatti propri a voce alta mentre la guida spiegava,
  • persone che incolpavano l'accompagnatrice di tutto quello che non gli piaceva, comprese le cene: neanche avesse prenotato e/o cucinato lei!
  • persone che urlavano improperi a vanvera ai dipendenti degli hotel, perché non trovavano la valigia quando non avevano messo su il cartellino con il nome e i bagagli erano semplicemente in reception in attesa di essere reclamati,
  • una persona ha anche chiamato la nostra accompagnatrice "sottoposta" con il tono un po' medievale di "serva della gleba",
  • un'altra ha preso un pomodoro dal tavolo ed è andata a lavarlo con la bottiglietta d'acqua nel giardino del ristorante, facendo capire alla proprietaria che il cibo secondo lei non era stato lavato e che il ristorante era sporco. Cosa peraltro non dimostrabile. All'apparenza era tutto pulito e lavato! La stessa persona ha mangiato tutti i biscotti che erano sul tavolo, anche se erano da dividere tra tutti i commensali,
  • persone che mangiavano le porzioni degli altri e che rimestavano con le loro posate nei piatti di portata, salvo poi lamentarsi che si stavano ammalando tutti,
  • le stesse persone che non stavano bene che bevevano allegramente acqua dalle fontanelle e mangiavano street food dai banchetti per la strada.
Finisco dicendo che un viaggiatore si adegua al cibo locale perché la cucina del luogo che si visita è anch'essa parte dell'esperienza del viaggio in un certo paese. Non deve piacerti per forza tutto quello che mangiano ma io personalmente ho sempre trovato il modo di mangiare bene in tutti i posti in cui sono stata. Non tutti i piatti mi sono piaciuti ma basta scegliere con attenzione e sapere cosa si sta mangiando! 
Allo stesso modo un viaggiatore si deve adeguare alle usanze di quel paese, ricordando che non è il padrone del mondo solo perché ha pagato per essere portato in un certo posto. Non se l'è comprato, è comunque ospite in un paese straniero.

Un viaggiatore sa che, se ti offrono insetti o topi, deve fingere di apprezzare perché magari per loro sono delle prelibatezze e fanno un sacrificio ad offrirtelo, anche se poi trova una scusa educata per rifiutare del cibo che magari lo farebbe star male.

Chi non è pronto a viaggiare e non è in grado di farlo perché non ha l'intelligenza e le nozioni necessarie forse dovrebbe stare in Italia, magari nella propria regione, così non sbaglia!

Un saluto,
alla prossima
Patrizia


domenica 14 settembre 2025

MUGUGNO - Il rinoceronte bianco settentrionale

Il rinoceronte bianco settentrionale è estinto in natura.

Ne restano solo due esemplari in una riserva naturale in Kenya, per fortuna sono due femmine, madre e figlia e stanno cercando di farle riprodurre con degli embrioni che hanno pronti. Sicuramente non è una situazione ottimale ma gli scienziati stanno cercando di salvare questa specie dall'estinzione. Questi due rinoceronti sono nati e cresciuti in uno zoo in Repubblica Ceca.

A tutti quelli che si lamentano di vedere gli animali nei parchi zoologici. E' una cosa brutta, certo: rimetteteli in natura. Non è così semplice.

Se poi in natura ci sono i bracconieri e i ricconi che pagano per dare la caccia ad un rinoceronte? Se la gente è disposta a pagare a peso d'oro per avere in casa una parte di un animale per esporla o per usarla nella medicina tradizionale? Forse non è meglio che qualche esemplare nato in cattività si sacrifichi per cercare di salvaguardare una specie che altrimenti, a causa dell'uomo, sparirebbe per sempre dalla faccia della Terra?

Forse l'animale che si dovrebbe estinguere è proprio l'essere umano ma finché non accade e fintanto che la lotta al bracconaggio e all'ignoranza non vinca sulla stupidità, allora è necessario fare delle cose spiacevoli per conservare le specie in via di estinzione.

Non addentriamoci qui nel fatto che, un animale cresciuto in cattività, non si può comunque rilasciare in natura senza degli speciali accorgimenti.

  • In prima battuta molti degli animali nati in cattività, ad esempio quelli nati negli allevamenti per le pellicce, sono spesso malati o portatori di malattie e, quando liberati dagli animalisti, provocano la morte di molti altri animali autoctoni che vengono contagiati, cosa già successa più volte. 
  • In secondo luogo, animali abbandonati in luoghi che non sono loro habitat naturali vanno a fare da competitori a specie autoctone fino a farle scomparire. 
  • Infine la maggior parte degli animali vissuti in cattività non è in grado di nutrirsi in autonomia e di proteggersi dei predatori. Proprio in questi giorni due conigli abbandonati in un parco alle porte di Torino sono morti dopo pochi giorni dall'abbandono.
Quindi il vero problema è sempre l'uomo: i bracconieri che cacciano gli animali protetti per venderli e soprattutto coloro che alimentano questo mercato nero di animali o parti di esso.
Cosa si può fare? Se sapete di qualcuno che detiene illegalmente animali o parti di essi: denunciate.

Un saluto,
alla prossima.
Patrizia

domenica 11 maggio 2025

MUGUGNO - La vendetta del piccione

 Ciao a tutti,

è arrivata la primavera è, come ogni anno, è iniziata la guerra al piccione.

Una coppia di piccioni pensa che sarebbe tanto bello fare il nido in uno dei miei vasi di piante sul balcone all'ottavo piano, lontano dalle intemperie e abbastanza in alto e lontano da gazze e corvi. Come dargli torto?

Peccato che io non sia della stessa idea. Fossero almeno uccellini piccoli e carini come delle cince, ma i piccioni! Per carità: sono una bella coppietta, si vogliono bene, ma potrebbero andare da un'altra parte a fare l'amore. Ho messo stagnola, peperoncino e altre spezie e alla fine mi sono arresa ed ho riabbassato la tenda invernale in modo che non riescano più ad entrare. Sperando che l'abbassamento delle temperature continui finché non abbiano fatto il nido da qualche altra parte.

Nel frattempo sono andata a lavare l'auto e nel giro di poche ore l'ho trovata con una bella cagata di piccione sopra.

COINCIDENZE? Io non credo.

Un saluto,
alla prossima
Patrizia

P.S. Nessun uccello è stato maltrattato in questa storia, solo la mia auto!




domenica 2 febbraio 2025

ANGOLO DEL MUGUGNO - La spazzatura a Torino

Ciao a tutti,

questo è un post per chi abita a Torino.

Negli anni '80 avevamo i bidoni della spazzatura che si aprivano con i piedi, sicuramente più igienici di quelli odierni. Dopo quasi 50 anni, non ci sono più. Eppure un palazzo come quello in cui abito io paga tra i 15.000 e i 30.000 euro di spazzatura l'anno, secondo me gli estremi per avere dei bidoni di dimensione adeguata e con un meccanismo azionabile con i piedi ci sarebbero tutti.

E' vero, negli anni '80 non avevamo la raccolta differenziata, né quella porta a porta che trasforma le zone residenziali con le villette in tante bidonville con i sacchetti della spazzatura sui marciapiedi. Torino così sembra solo più sporca.

Ma poi, la raccolta differenziata... quanto verrà poi riciclato sul serio? Penso che non lo sapremo mai. Vabbé che poi, se guardi nei bidoni vedi vetro nella plastica, carta buttata in sacchetti di plastica e cose simili che ti fanno capire che vivi in un mondo di disadattati.

Inoltre ogni cosa viene ritirata una volta a settimana, anche l'organico in estate. Vi lascio immaginare cosa diventano i bidoni. Gianin dappertutto, uno schifo senza eguali! E se poi c'è un giorno di festa, bisogna aspettare il buon cuore dell'amministrazione e intanto la spazzatura di ogni tipo straborda dai bidoni stracolmi facendo delle strade e dei giardini dei veri e propri immonnezzai.

Che tristezza, devo proprio andarmene di qua.

Un saluto,

alla prossima,

Patrizia

P.S. Chi non sapesse cos'è un gianin, chieda pure o guardi il film Phenomena di Dario Argento con la meravigliosa Jennifer Connelly ragazzina.

domenica 12 gennaio 2025

MUGUGNO - Storie d'Italia

 Ciao a tutti, 

Oggi vi spiego perché, nonostante lo chiamino il Bel Paese, non sono felice di vivere in Italia.

Il Bel Paese è anche il paese della corruzione, il paese del nepotismo, del favoritismo, dove vincono i furbi e i prepotenti, dove chiunque può girare per strada insultando gli altri, dove puoi stuprare, rapinare. Dove, se rubi un'auto o se rubi in una casa, nemmeno ti cercano (a meno che non sia l'auto / casa della persona sbagliata). Ma i ladri non li puoi toccare e non puoi nemmeno sparare in aria per farli scappare perché loro hanno dei diritti e la gente onesta che paga le tasse, NO.

Dove, se devi fare una visita o un'operazione, o paghi la sanità privata o fai in tempo a morire e non frega niente a nessuno. Certo a meno che tu non conosca qualcuno che lavora in qualche ospedale... perché l'Italia è il paese dei cugini. "C'era una lista d'attesa di tre mesi ma mio cuggino il primario mi ha fatto passare avanti", oppure "Non ho chiamato un professionista, mio cuggino me l'ha fatto con pochi soldi, senza fattura" o ancora  "Non si poteva costruire sulla scogliera ma mio cuggino il geometra mi ha fatto il progetto e ho costruito lo stesso, guarda che bella casa vista mare!" (per lo meno fino alla prima mareggiata e poi a piangere la casa è crollata e la gente morta) perché l'Italia è anche il paese degli abusi edilizi, poi la gente muore e la risarciscono pure.

E non dite che in Italia si vive bene perché si mangia bene perché si mangia bene in tante parti del mondo, solo che l'italiano medio si ritiene sempre e comunque superiore. Certo che se andate all'estero a mangiare le fettuccine Alfredo o la carbonara con l'uovo all'occhio di bue sopra e non siete disposti ad assaggiare qualcosa di diverso dalla cucina di mammà, allora per voi si mangerà sempre male!

Ma su questo argomento farò un post apposito.

Un saluto,
alla prossima
Patrizia


domenica 13 ottobre 2024

MUGUGNO - Il sapore della frutta

Ciao a tutti,

oggi parliamo di frutta. Conosco un sacco di gente cui piace tanto la frutta, che ne mangia kg e kg. E fanno bene, è ricca di vitamine e di fibre ma io non ci riesco.

Ogni tanto ci provo. Non possedendo un frutteto o un campo in cui piantarlo, vado al mercato o al supermercato e acquisto della frutta. Cerco di prendere quella che mi sembra più matura rifuggendo fragole e albicocche da mezzo kg l'una ma nonostante tutta l'attenzione nella scelta, resto sempre delusa.

Come molti miei coetanei, ho passato le mie estati in mezzo agli alberi di frutta. Al profumo intenso dei peschi e al gusto succoso delle albicocche.

Parliamo dei tipi di frutta che mi piacciono di più. Ad esempio le fragole. In primavera trovi quelle fragoline nei boschi che puoi inserire negli steli di erba dura per farne degli spiedini da mangiare. Hanno un sapore intenso, una consistenza morbida, che ti si scioglie sulla lingua. Poi acquisti le fragole e san di poco. Trovo che la frutta acquistata sia quasi sempre un po' aspra perché raccolta acerba e non lasciata maturata sugli alberi o, nel caso delle fragole, nelle colture idroponiche nelle serre.

Poi mi piacciono le albicocche. Le più buone di solito le trovi già beccate dagli uccelli, che sono dei veri intenditori. Le albicocche più gustose sono piccole e tonde, macchiettate di rosso. Chi ha colto uno di questi frutti da un albero e l'ha morso: morbido e succoso e con un gusto intenso e poi ha morso una delle albicocche che compri (sanno più che altro di acqua e sono aspre) capirà di cosa sto parlando... non sono albicocche quelle, non SANNO di albicocca. Fanno semplicemente schifo.

Con le pesche va un po' meglio perché, anche se non maturano sugli alberi, di solito sono dolci e succose lo stesso e sanno di pesca, almeno un po'. Perché il gusto intenso delle pesche raccolte dagli alberi, ripulite dalla peluria con le mani e poi morse sotto il sole estivo è comunque più intenso.

Poi ci sono dei frutti meno frequenti da trovare. Come i pinoli dei pini marittimi che ti lasciano le mani e la bocca sporca di nero e di resina. Magari, in mancanza d'altro, si spaccano le pigne usando una pietra su una superficie dura: quanto lavoro ma quanto gusto! 

Un altro frutto che sa parecchio lavoro e soddisfazione, è la mandorla fresca. Avete mai assaggiato una mandorla fresca con il suo mallo verde e consistente da aprire a fatica, la pellicina che si infila sotto le unghie e poi la mandorla al suo interno, fresca e umida ma buonissima.

Per tornare al discorso iniziale, non riesco a mangiare questa frutta che non sa di niente o sa di poco e spesso non sa di frutta.

E voi? Avete mai assaggiato un'albicocca che sa di albicocca?

Un saluto,

alla prossima

Patrizia

domenica 23 giugno 2024

MUGUGNO - AAA Patria cercasi - "Due case", due patrie? Non ne sento nemmeno una!

 Ciao a tutti,

un po' di tempo fa, su un social, ho visto la pubblicità di un braccialetto con il disegno di due nazioni unite idealmente: due luoghi che una persona possa considerare la propria casa ed ho iniziato a pensare a quella che avrei mai potuto considerare la mia seconda casa ma, anche se amo viaggiare, in realtà, non c'è un luogo che potrei chiamare casa oltre a... già, in realtà mi sono resa conto che non considero nemmeno Torino casa mia.

Torino è una bella città ma ormai ci sono tante, troppe cose che non funzionano. Le strade che sembrano crateri lunari, la burocrazia eterna... fare un documento o prenotare una visita medica sono dei lavori a tempo pieno e spesso senza risultato. I mezzi (auto, bici, monopattini) che passano sempre e costantemente con il rosso; ogni giorno persone lasciano l'auto in modo che blocchi la circolazione e se ne fregano, arrivano dopo un'ora e fanno spallucce. Non mi sento parte di una città abbandonata a sé stessa e tanto meno posso sentirmi parte di una comunità che pensa solo ai propri interessi, infischiandosene degli altri perfino quando mette a repentaglio la vita altrui.

Per noi che abitiamo in periferia la situazione è ancora peggiore perché non abbiamo più nessun servizio di base: pochi mezzi pubblici, il pronto soccorso è quello di un altro comune, nessun tipo di presidio di polizia e quindi di tutela sul territorio (niente carabinieri, poliziotti o vigili urbani), l'ufficio anagrafico è quasi chiuso (nel senso che fanno pochissime pratiche al giorno), la biblioteca ha chiuso. Fino a trent'anni fa non era affatto così, ma ormai hanno tolto tutto per risparmiare soldi e noi continuiamo a pagare sempre più tasse.

Insomma, abito a Torino da quando sono nata ma non la considero più casa mia, non mi considero torinese. Non so se troverò mai un luogo cui sentirò di appartenere ma so che non sarà mai più questo.

Un saluto,

alla prossima
Patrizia


lunedì 11 marzo 2024

MUGUGNO - Truffe per i polli

Ciao a tutti,

mi è appena arrivato un SMS da un numero sconosciuto.

"Ciao mamma, il mio telefono è rotto. Questo è il mio nuovo numero. Mandami un whatsapp al numero xxx con un link".

Cosa mi ha fatto capire immediatamente che si trattava di una truffa, per cui ho subito bloccato il numero senza cliccare su niente:

  • mio figlio non ha mai mandato un sms in vita sua, lui è della generazione successiva agli sms;
  • il numero da cui proveniva l'sms e quello indicato nel link erano diversi;
  • se davvero avesse rotto il telefono, non se ne sarebbe mai comprato uno senza chiedere a mamma o papà;
  • se davvero avesse rotto il telefono, non ne avrebbe avuto uno nuovo nel giro di un'ora dall'ultima volta in cui l'ho sentito;
  • se davvero avesse rotto il telefono, non avrebbe avuto senso cambiare anche il numero;
  • se davvero avesse cambiato numero per chissà quale motivo, lo avrei saputo prima e mi avrebbe chiamato per dirmelo (al che non avrei riconosciuto il numero e non avrei risposto, ma questa è un'altra storia).
Queste sono truffe organizzare da dei veri e propri ruba galline ma che magari su qualcuno, anziano o ansioso possono funzionare. Per questo bisogna fare attenzione.

Anche se vi chiamano e vi dicono che a vostro figlio servono dei soldi perché ha avuto un incidente, sappiate che, nel caso in cui avesse avuto un incidente, l'ultima cosa che vi chiedono sono dei soldi. Se è al pronto soccorso lo curano gratis. Se ha avuto un incidente in auto o moto ci sono le assicurazioni. Nessuno ha motivo per chiedervi soldi.

Se vi suonano perché c'è una perdita di acqua o di gas, anche se sono in divisa, chiedete il tesserino di riconoscimento e chiamate l'ente cui dicono di appartenere per accertarvi che siano autorizzati e che abbiano motivo di entrare in casa, il che è molto difficile.

Insomma basta un poco di buon senso.
Un saluto,
alla prossima
Patrizia

domenica 4 febbraio 2024

MUGUGNO - Storie di Torino - I musei proibiti

 Ciao a tutti, 

chi abita a Torino lo saprà già ma per chi abita in altre città potrebbe essere una sorpresa. Torino ha moltissimi musei, alcuni molto belli e famosi come il Museo Egizio e il Museo del Cinema nella bella cornice della Mole Antonelliana. Ma ci sono dei musei che da anni sono chiusi al pubblico e invece sarebbe molto bello poterli visitare. Ecco una carrellata

  • per quanto riguarda i Musei Reali, una parte di Palazzo Reale è chiusa ma a volte organizzano delle visite guidate ad hoc e quindi è possibile visitare ad esempio le cucine oppure gli appartamenti dei principi al primo piano, invece la parte del Museo Archeologico con i reperti più antichi dal neolitico all'età del bronzo e oltre ormai è chiusa da anni, mentre il Teatro Romano non sono mai riuscita a vederlo se non da sopra. Il Museo Archeologico aveva anche un'antica piroga e un grande statuario che penso in parte sia stato trasferito nella nuova Galleria Archeologica... ma il resto? Ci sono moltissimi reperti non più visibili. So che questo succede in molti musei ma quando si ha uno spazio bello allestito, non sarebbe meglio assumere un paio di persone in più? Piuttosto staccando il Museo Archeologico dagli altri Musei Reali così com'era prima ma dando la possibilità di visitarlo completamente.
  • Il museo di cui la maggior parte dei torinesi ignora l'esistenza, il Museo di Antropologia ed Etnografia che custodisce collezioni molto eterogenee costituite nel corso del Novecento. Il nucleo fondante è composto da reperti antropologici egizi a cui si aggiunsero una collezione di Art Brut (arte fatta da persone che vivono al margine della società) e raccolte etnografiche provenienti da diverse parti del Mondo. Da decenni è chiuso al pubblico ma accessibile per motivi di ricerca, sarebbe interessante poterlo visitare.
  • Per ultimo ma non ultimo, come si dice, il Museo di Scienze Naturali che, dopo 11 anni dall'incendio ha riaperto solo in minima parte, chissà quando torneremo a vederlo nella sua interezza, magari rimodernato (si spera). Un tempo nelle sale del Museo di Scienze Naturali era stato allestito anche il Museo Olimpico Torino 2006.
  • Un saluto,
    alla prossima,
    Patrizia


domenica 14 gennaio 2024

MUGUGNO - Economia circolare - Luca Locatelli. The Circle

Ciao a tutti, 

oggi voglio parlarvi di una mostra veramente interessante visitabile fino al 18 febbraio 2024 alle Gallerie d'Italia in Piazza San Carlo a Torino.

Dopo aver letto tutto il post, capirete perché ho inserito questa mostra nella categoria dei Mugugni.

Luca Locatelli - The Circle



Attraverso delle bellissime foto, Luca Locatelli ci racconta come in altri paesi, in particolare in Islanda, l'economia circolare sia già una realtà mentre l'Italia, schiava dei magnati petroliferi e di altre nazioni, arranca.

L’Economia Circolare è definita dall’Unione Europea come “un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile”. A cinquant’anni dalla sua teorizzazione, la Circolarità è ad oggi una delle più promettenti, ed ambiziose, strategie alla base della creazione di un futuro sostenibile da un punto di vista sia ambientale, che produttivo ed industriale. Parole come ricircolo, riuso, riciclo hanno iniziato a popolare sempre di più valutazioni e analisi sulle politiche di lungo termine e sul nostro potenziale di ricchezza, andando nel tempo ad individuare i punti chiave del problema: come gestire la fine delle risorse primarie, l’illusione di una crescita esponenziale o la gestione degli scarti.

The Circle è un progetto fotografico che racconta la rivoluzione delle soluzioni possibili. Risultato di un progetto di ricerca di lunghissimo respiro, Luca Locatelli ha documentato le buone pratiche, sperimentazioni, ambizioni e percorsi di questa nuova utopia. Il suo impegno decennale nel tema si condensa nelle storie commissionate dalle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, presentate per la prima volta in un contesto espositivo unitario in questa mostra.

[Tratto dalla pagina della mostra:

https://gallerieditalia.com/it/torino/mostre-e-iniziative/mostre/2023/09/21/luca-locatelli-the-circle/
]

La mostra, oltre a foto di paesi virtuosi, mostra cosa si sta facendo in Italia, come ad esempio le coltivazioni sottomarine a Noli (SV) ma soprattutto racconta come si potrebbe fare molto di più.

Larderello è un paese in provincia di Pisa che si trova al centro della cosiddetta "Valle del diavolo", così chiamata a causa del suo paesaggio caratterizzato dalla presenza di soffioni boraciferi. A Larderello nel 1905, grazie al principe Piero Ginori-Conti, si è iniziato ad utilizzare l'energia dei soffioni per la generazione di energia elettrica. A oggi sono presenti nel territorio più di 30 centrali elettriche alimentate da vapore endogeno, che producono il 10% dell'energia geotermica mondiale, con un ammontare di circa 4800 GWh annui, dando energia a un milione di case italiane. (Fonte Wikipedia)

Pensiamo al resto del Centro e Sud Italia dove si trovano moltissimi vulcani tra cui i Campi Flegrei che sono uno dei più grandi supervulcani del mondo.

Davvero l'Italia deve per forza dipendere dai combustibili fossili per generare energia? Perché si parla di riattivare piattaforme di estrazione di gas nell'Adriatico che sono praticamente esaurite e non di imbrigliare l'energia geotermica che tanto abbonda nel nostro territorio?

Occorre investire nel geotermico e nelle energie rinnovabili e nell'economia circolare perché la nostra presenza su questo pianeta riesca a diventare un minimo sostenibile, con la consapevolezza che ogni azione antropica comporta comunque la creazione di uno squilibrio.
Insomma: bisogna investire per limitare i danni che già abbiamo fatto e che faremo!


Un saluto,
alla prossima
Patrizia

domenica 17 dicembre 2023

MUGUGNO - Storie di Torino

Ciao a tutti, 

oggi, in un post squisitamente natalizio sul "siamo tutti più buoni", allarghiamo la rubrica "solo a Torino" in cui avevo parlato del mio ridente quartiere immerso nella nebbia e dei disadattati che lo abitano, allargando l'elenco dei disadattati a tutto il territorio del Comune di Torino.

Tra le categorie di disadattati, come non ricordare:

  • i parcheggiatori abusivi che minacciano di rigarti la macchina se non paghi il pizzo (non saprei come altro definirlo) e la polizia non può fare niente;
  • gli zingari che chiedono l'elemosina davanti agli ospedali e, se non gli dai nulla, ti maledicono o maledicono il tuo bambino se sei una donna incinta, ma tanto sono intoccabili;
  • le mamme che parcheggiano le auto dentro il cancello della scuola o della palestra come se avessero tutte figli paraplegici ma in realtà c'hanno il culo comodo, tanto che vicino a molte scuole hanno dovuto istituire delle zone pedonali perché era troppo pericoloso;
  • quelli che parcheggiano sulle rotaie del tram oppure in seconda fila su strade strette creando un'interruzione di pubblico servizio e a grandi linee, fottendosene. Questo crea dei blocchi alla circolazione anche per ore ma pare che il Comune non si preoccupi molto di queste cose;
  • inoltre la percentuale di gente che passa in auto con il semaforo rosso è altissima ma la percentuale di gente che passa in bici o monopattino col semaforo rosso è superiore al 90%, perché tanto loro non son targati, insomma avrete sentito delle storie sul fatto che a Napoli tutti passano con il rosso ma penso che, se facessero una classifica tra le due città, non è detto che ne uscirebbe vincitrice (o perdente, dipende dai punti di vista) la città campana;
  • stessa cosa sull'uso delle frecce (E che stiamo pazziand'? E che siamo indiani?), praticamente non le usa nessuno;
  • se ti fermi al semaforo rosso, quello dietro di suona per esortarti a passare e, se non passi, ti insulta; Nelle ultime settimane questa cosa si è evoluta per cui, se ti fermi quando scatta il giallo, quelli dell'auto dietro, oltre a tamponarti, non si limitano ad insultarti ma scendono a picchiarti e ti lasciano moribondo sull'asfalto! Ricordiamo che chi tampona un'auto ha sempre e comunque torto perché non rispettava la distanza di sicurezza e/o il limite di velocità;
  • A Torino capita che stai tranquillo con gli amici e dei ragazzi ti tirano addosso una bicicletta perché si annoiano;
  • A Torino capita anche che uno sconosciuto ti uccida per strada perché hai l'aria felice.
Queste sono le cose che accadono a Torino. 

Prossimamente un post dove allarghiamo l'elenco di disadattati e delinquenti all'Italia intera.

Un saluto,
alla prossima
e Buone Feste
Patrizia


domenica 19 novembre 2023

MUGUGNO - Pubblicità e influencer

Ciao a tutti,

l'altro giorno ho visto un post sull'Italia e sui consumi degli italiani e oggi ci stavo pensando su.

Ma voi davvero comprate le cose che consigliano o indossano gli influencer?

Io di solito non faccio caso a nessun tipo di pubblicità, né alla televisione, né su internet, o sui social. I banner pubblicitari per me sono invisibili. Magari guardo uno spot o una foto pubblicitaria, se è accattivante, se c'è qualche animaletto carino, ma se poi mi si chiede cosa pubblicizzava, non ne ho davvero idea... è come se avessi una visione limitata.

Ma poi, anche se facessi caso ad esempio alla foto di un'influencer, non me ne fregherebbe davvero niente di quello che indossa o propone e non solo perché, se pure mi piacesse non me lo potrei permettere perché costa troppo e soprattutto perché non ci entro, ma perché non mi viene proprio in mente che quello che vedo in foto in realtà è messo lì per pubblicizzarlo pur sapendo che questa persona ha preso un sacco di soldi per indossare una determinata maglietta.

Ad esempio mi capita di guardare post di scarpe o abiti su Instagram; posso pensare "carini" ma non mi viene nemmeno in mente che forse sono in vendita da qualche parte e potrei comprarli. Sono immagini. Non oggetti reali. La maggior parte delle cose che guardo non sono indossabili dalla gente normale in giornate normali, comunque! 😅

Le uniche pubblicità che spesso mi fanno ridere sono quelle di Taffo ma non è che ho fretta di usufruire dei loro servizi e comunque non lo farei, non so nemmeno in quali città si trovano!

Probabilmente, come sempre, son strana io.
Un saluto, 
alla prossima
Patrizia

lunedì 30 ottobre 2023

MUGUGNO - Storie di Mirafiori Sud - Torino

Ciao a tutti,
oggi inauguriamo una nuova rubrica sulle cose che solo a Torino, ma forse no. Chissà se gli amici della altre regioni confermeranno il disagio dilagante.
La prima parte della rubrica parla del quartiere in cui abito: Mirafiori Sud. A Mirafiori Sud, nella periferia sud di Torino, ex-quartiere dormitorio di operai FIAT, Carello e di altre aziende che non ci sono più, succedono cose... o meglio,  ho visto cose...

quando uno si trova l'auto bloccata da un'altra in doppia fila, può suonare così tanto il clacson che gli si scarica la batteria - e l'auto è ancora bloccata
dopo un paio d'ore forse qualcuno si affaccia da una finestra per insultarlo o per gridare "e che cazzo, adesso scendo!" e magari poi davvero scende in pigiama oppure non scende fino al giorno dopo

ci sono persone che tolgono l'auto dal parcheggio sotto casa per parcheggiarla a poche decine di metri di distanza in seconda fila davanti a bar e tabaccai - perché c'hanno il culo comodo

questa stessa gente esce dal bar con la tazzina di caffè in mano, dopo minuti e minuti in cui qualcuno con l'auto bloccata suona il clacson e si lamenta perché lui si sta solo prendendo il caffè e non c'è bisogno di rompere - perché c'hanno il culo comodo e sono pure cafoni

le auto prendono le strade contromano per risparmiare 200 metri

quando due che si conoscono si incontrano in auto in una strada a due corsie, si fermano a chiacchierare con i finestrini abbassati e quelli nelle auto dietro devono aspettare i loro comodi o vengono insultati

la precedenza in auto la prende il più prepotente, sempre e comunque, in tutto il quartiere

le mamme che parcheggiano le auto dentro il cancello della scuola o della palestra - sempre perché c'hanno il culo comodo - ma credo che questo capiti in tutta Italia

ma il problema non sono solo gli automobilisti: le mamme davanti a scuola ti intasano anche a piedi, quando cerchi di entrare con uno zaino da 80 kg che nemmeno i militari in guerra; perché loro, abbandonati i pargoli, fanno capannello, adesso va di moda dire fanno assembramento, davanti al cancello, bloccandolo, mentre decidono dove andare a fare colazione - perché c'han niente da fare

un'altra categoria di disagiati sono quelli che fanno suonare la sveglia tutti i giorni dalle 5 a fin dopo le 8 del mattino solo per scassare i cosiddetti al prossimo.

E nella vostra zona ci sono disagiati come questi?

Un saluto,
alla prossima
Patrizia


domenica 13 agosto 2023

MUGUGNO - Borsette e produttori di


Ciao a tutti,
oggi parliamo di borse, principalmente da donna, parliamo nel dettaglio di quelle che hanno la cerniera nella parte superiore e di chi le disegna perché queste persone vivono in un mondo tutto loro.
Diciamo che si tratta di una sciocchezza di fronte ai problemi veri ma diciamo anche che è il sintomo del fatto che viviamo in una società che pensa solo all'estetica e non alla funzionalità delle cose e quindi, fondamentalmente, piena di gente superficiale.

Presumo che le borse siano disegnate per i destrorsi, un po' come tutto, anche perché non ho mai trovato una dicitura "borsa per mancini" e quindi...
Le borse hanno un lato anteriore che va verso l'esterno ed uno posteriore che viene tenuto contro il corpo. Il lato anteriore spesso è impreziosito da qualcosa, tipo un logo o un disegno MA...
La cerniera, per un fatto idiotamente estetico, viene SEMPRE fatta che si chiude verso la parte posteriore del corpo se la borsa viene indossata in modo corretto con il lato anteriore all'esterno.
Adesso miei cari disegnatori di moda che vivete nel mondo delle fate:
se devo prendere qualcosa in borsa devo girarla ed è scomodo ma SOPRATTUTTO se sono in un posto affollato o su un mezzo pubblico e porto la borsa con la chiusura oltre le spalle, secondo voi quanto ci mettono a infilarci la mano dentro e rubarmi qualcosa?

Questo cosa ci dice? Due cose: Che siete allergici alla praticità e che alle sfilate di moda non ci sono scippatori.

Un saluto,
alla prossima
Patrizia



domenica 30 luglio 2023

MUGUGNO: Caffellattina e i sette strani

Ciao a tutti,
oggi voglio sprecare un post contro questo politically correct che ci sta un po' scappando di mano. Soprattutto in un mondo in cui vengono ancora vendute delle bambine per sposare dei vecchi; una ragazzina viene palpeggiata ma non abbastanza a lungo e quindi non è reato e cose ben peggiori.

Partiamo dal presupposto che Walt Disney era un vero razzista figlio del suo tempo. Non possiamo cancellare quello che è stato ma migliorare quello che c'è oggi ma a tutto c'è un limite.
Per Netflix e per i capricci di un'attrice, Cleopatra diventa nera, quando dalle testimonianze che abbiamo dell'epoca risulta essere Tolemaica e quindi di origine Macedone e non Nubiana... si vuole fare una docuserie su un personaggio nero che fu grande per l'Africa? (Cleopatra e gli Egiziani non si considerano Africani) Ce ne sono state tante di regine africane nere degne di nota, perché proprio lei?

Per Disney, la Sirenetta è nera. Ok è una creatura mitologica, la puoi fare del colore che vuoi, anzi meglio grigia o blu, ma chi ha visto il film animato si aspetta che il live action del film lo rispecchi. Comunque... vabbè. Però Biancaneve...
La regina mentre ricamava e guardava la neve cadere fuori dalla sua finestra si punse il dito con l'ago ed esclamò: "Come sarebbe bello avere una bambina con la pelle bianca come la neve, le labbra rosse come il sangue e i capelli neri come l'ebano del mio telaio"... (da piccola ho letto il libro della Disney talmente tante volte che lo sapevo a memoria)... invece adesso dirà: "Come sarebbe bello avere una bambina con la pelle ecrù come la stoffa che sto ricamando..." oppure visto il cambiamento climatico e l'innalzamento della temperatura, non nevica più nemmeno nel reame fatato e fuori è tutto brullo anche in inverno, non so...
E poi non ci sono più i nani ma dei personaggi strani e diversi.. ma che senso ha?!
Insomma, io penso che non importi di quale etnia / colore / altezza siano i personaggi di una storia. Il mio film Disney preferito è "Come d'incanto" dove la principessa capisce che nel mondo reale non è normale che vedi uno e te lo sposi perché è il tuo vero amore, però se si fa l'adattamento della storia di un personaggio storico o di un personaggio caratterizzato dalla propria etnia... Mulan è cinese, Biancaneve ha la pelle bianca come la neve, cazzo, è sia il suo nome che il titolo della fiaba! E poi c'ha i NANI! Togliere i nani non è una discriminazione contro chi è affetto da nanismo?
Se la Disney vuole fare le cose per bene, allora dovrebbe promuovere le versioni originali delle fiabe con la Sirenetta che non riesce a sposare il suo principe ma diventa spuma di mare!
Bella anche la versione di Biancaneve che il principe non bacia (d'altra parte è morta in una bara) ma fa trasportare in giro dai suoi servitori che un giorno, stanchi di scarrozzare la bara avanti e indietro, un giorno la aprono e se la prendono con il cadavere, tenendolo per le spalle e scuotendolo. In questo modo Biancaneve sputa il pezzo di mela e ritorna in vita. Ma su questo torneremo in futuro.

Ma adesso le cose precipitano. Perché cambiano i libri! Se leggo un libro scritto nel 1800 è parlano di una persona di colore, scrivono negro perché era il termine usato a quei tempi. Se leggo "L'erba canta" di Doris Lessing, le persone di colore indigene della zona venivano considerati animali, perché la situazione socio-politica era quella. Non è bello ma il libro racconta ciò che era e rispecchia l'epoca storica in cui è stato scritto.
Invece adesso censurano Roald Dahl perché non si può dire "matto" e "grasso"... oltretutto si tratta di mera IPOCRISIA perché poi la stessa gente vede una persona sovrappeso e dice che è grassa. Stessa cosa per Agatha Christie, i suoi "10 piccoli negri" da sempre sono conosciuti in Italia come "10 piccoli indiani" e adesso vengono tolti dai suoi libri anche espressioni come negro (vedi sopra) ed ebreo (si dirà persona di religione giudaica? Non so).

Come dicevo prima, le cose vanno lette all'interno del loro contesto storico e non estrapolate da esso e i termini sono dispregiativi solo nella mente di che legge. Penso che il razzismo vada assolutamente combattuto ma in modo ben diverso che cambiando i termini di un vecchio romanzo!

Un saluto,
alla prossima
Patrizia

domenica 11 giugno 2023

MUGUGNO - Volando con Low cost

Ciao a tutti,

prima di parlarvi della meta del mio penultimo viaggio, che ci prenderà almeno tre settimane, vi parlo dei disagi di viaggiare Low cost.

In primis, non sai mai se l'areo verrà cancellato, se il pilota vola da mille ore senza un momento di riposo o se abbiano messo abbastanza carburante da arrivare a destinazione.

Parliamo oggi della mia ultima esperienza con Wizzair, puoi fare il check in online a partire dalle 48 ore prima del volo. Quando fai il check in, se vuoi scegliere il posto, anche se praticamente tutti i posti sono ancora da assegnare, devi pagare 17 euro a testa, quasi più del prezzo del volo.
Se fai assegnare il posto in automatico, l'algoritmo fa in modo di assegnare i posti distanti, uno nella parte anteriore e uno nella parte posteriore dell'aereo.

I furbetti di Wizzair pensano che così, la prossima volta che volerai con loro, pagherai i soldi per scegliere i posti. Innanzitutto il primo errore è pensare che volerai ancora con loro, in secondo luogo, funziona così: tutti salgono sull'aereo e si siedono al posto loro assegnato, poi, dopo il decollo, quando il pilota spegne l'indicatore delle cinture allacciate, parte il gioco del tetris in cui ognuno fa scambio di posto per raggiungere amici e famigliari o anche solo per stare più comodo.
Infatti, se l'aereo non è pieno, i posti sono stati assegnati in modo che alcune file di tre sedili siano tutte occupate mentre in altre ci sia una persona sola o nessuna.

Quando l'aereo atterra, tutti quelli che si sono spostati, devono tornare a prendere i propri bagagli che hanno abbandonato nelle cappelliere dalla parte opposta dell'aereo e questo rende più lente e pericolose le operazioni di atterraggio, quando poi un aereo ha avuto quasi tre ore di ritardo e sono le due di notte, forse sarebbe stato anche nel loro interesse che tutti scendessero più velocemente.

Anche su Ryanair, con la tariffa base, non puoi scegliere i posti, neppure se poi aggiungi il priority e i due bagagli in cabina in un secondo momento. Ma lì la cosa è stata più lineare, ognuno saliva sull'aereo e si sedeva dove voleva nei posti che risultavano vuoti poche ore prima della chiusura dei check-in online. Insomma, le compagnie low cost cercano di farti pagare qualsiasi cosa ma la gente è un po' restia a farlo!

Comunque così è... chi vola low cost sa che è già tanto che il volo non venga cancellato. Mannaggia a li povery!

Un saluto,

alla prossima

Patrizia


domenica 7 maggio 2023

MUGUGNO - Idiozie e disagio del WEB

Ciao a tutti,

oggi parliamo di alcune cose sulla rete che trovo davvero stupide ma che possono essere pericolose perché ahimè spesso molte persone non sanno riconoscere una notizia vera da una VACCATA.

Parliamo di quegli articoli, post o banner che ti compaiono mentre stai leggendo cose più o meno serie in rete; sempre che cose serie ce ne siano ancora. Ricordiamo che la rete è nata per poter diffondere e condividere informazioni scientifiche tra i ricercatori e gli studiosi di tutto il mondo ma la cosa è parecchio degenerata da allora.

Di solito i post di cui parlo, si trovano in mezzo a notizie di cronaca nera e su VIP per lo più sconosciuti, ricette improponibili e annunci pubblicitari mascherati da notizie.

A me fanno davvero partire l'embolo tutti gli articoli o sedicenti tali che recitano:

  • hai "questa malattia" la puoi curare con... e via di boiata. Questi sono articoli davvero pericolosi perché una persona con una malattia non dovrebbe curarla con cacate lette in rete;
  • hai male a quest'arto o questo problema? Lo puoi curare senza operazioni solo... oppure "devi assolutamente fare questo..." (Allora in prima istanza: DEVI ASSOLUTAMENTE lo dici a tua sorella);
  • tutti i titoli che contengono l'espressione "smetti subito di fumare...";
  • tutti i titoli che contengono l'espressione "stravolgente scoperta... metti una boiata a caso a scelta tua";
  • tutti i titoli che contengono l'espressione "davvero assurdo";
  • tutti i titoli che iniziano con "non farai mai più...";
  • quelli che hanno come titolo "questa ragazza non fa un cazzo e ti racconta come è diventata milionaria", (qui apro un piccolo inciso in quanto spesso la ragazza della foto è molto carina e ha la bocca atteggiata in forme che ti fanno venire il dubbio che sia davvero molto brava e diventata ricca in poco tempo grazie alle sue capacità!);
  • in generale tutti i titoli che contengono un verbo all'imperativo.

Infine parliamo di quei video di gente che dice "lo mangerei preparato così tutti i giorni" o "il piatto più buono che abbia mai mangiato" poi prendono una teglia e ci buttano dentro: pasta cruda, panetto di burro, panetto di formaggio, cacca di mucca, vomito di balena e quant'altro e poi lo mangiano o almeno fanno finta di farlo...
Ma non vi fanno inca**are per il cibo sprecato? Perché se non lo buttano, dovrebbero farlo. Secondo voi dovrebbero far ridere? Scandalizzare? O cosa? Comunque dal momento che in genere aggiungono l'ho imparato in Italia (see sto cazzo), forse stanno solo cercando di trascinarci in una guerra all'ultima carbonara!
Mah. Non li capisco però li so bloccare.

Scusate dal tono del post si intuisce di come queste cose mi facciano davvero odiare il mondo.
Ovviamente non ho mai aperto neppure uno di questi post per scoprire la cura miracolosa a qualche magagna. Di santoni e rimedi miracolosi purtroppo la storia ce ne ha fatti conoscere anche troppi!
Mi mandano in bestia proprio solo i titoli di queste cose e il modo in cui vengono proposte.

Un saluto,
alla prossima.
Patrizia

domenica 23 aprile 2023

MUGUGNO - Mezzo secolo di ME

Ciao a tutti,
eccomi. Nelle migliori delle ipotesi sono a metà della mia vita, ma non credo.

Facendo un po' di bilanci, non è che abbia combinato granché.
Ho fatto un figlio che sta venendo su un bravo ragazzo sensibile e intelligente. 
Ho pubblicato un libro con una casa editrice un po' farlocca che è fallita poco dopo.
Ho fatto un percorso di studi e poi sto facendo tutt'altro lavoro.

Sono una donna di mezza età, mediocre e stupidotta, oltre che fuori forma, sovrappeso e con un faccione enorme che cerco di non guardare nello specchio ma, sapete, mangiare e bere sono veramente tra i pochi piaceri della vita e poi cucinare mi rilassa tantissimo.

Tirando le somme, forse avrei potuto spendere meglio la mia vita, ma tutto sommato, va bene così.

Un saluto,
alla prossima settimana.
Patrizia



domenica 8 gennaio 2023

RIMEMBRITUDINI - Come perdere o lasciar perdere un'amica e sentirsi davvero soddisfatta!

  

Ciao a tutti,
oggi torniamo a parlare di amicizia.
Avevo un'amica di cui ovviamente non farò il nome che si vantava sempre del proprio comportamento e di bla, bla, bla... ebbene sì era logorroica a tal punto che, quando ci vedevamo, non riuscivo mai a raccontarle niente di me, parlava solo lei, di se stessa, della sua vita e bla, bla, bla..

Dopo un po', siccome è vero che sono un po' scema ma a tutto c'è un limite, mi era venuto il dubbio che non le fregasse davvero niente di me, che le servissi solo per avere qualcuno con cui parlare. E così lei e il marito venivano a casa nostra e entrambi: bla, bla, bla. a raccontarci di come loro fossero migliori qui e lì e bla, bla, bla.

E già ero parecchio stufa (non che sia paziente né condiscendente di mio) prima della proverbiale goccia che fa traboccare... la bile.

Comunque tra un bla, bla e l'altro, un giorno mi invita per il suo compleanno. Le prendo un portafoglio che reputo carino anche se di una marca normalissima. Bianco avorio con dentro una fodera a fiorellini. Non so perché quella fodera mi incanta. Lei scarta e ringrazia.
So che state già immaginando come è andata a finire.
Alcuni mesi dopo, arriva il mio compleanno. Pacchetto. Toh, un portafoglio, toh guarda è bianco avorio, toh, ha la fodera a fiorellini.

Allora, io posso anche capire che il portafoglio non ti sia piaciuto, non abbiamo tutti gli stessi gusti. Ma il fatto che non abbia avuto abbastanza considerazione per me da non ri-regalarmelo non mi è andata giù. Forse si era scordata che si trattava di un mio regalo, forse l'ha fatto apposta per farmi capire che le aveva fatto schifo. Comunque sono molto grata a quel regalo che non ho mai usato e dato in beneficienza in parrocchia, perché da quel giorno non l'ho più vista né sentita e siccome non l'ha fatto neppure lei, penso proprio che si fosse trattato di un atto voluto per liberarsi da un'amica considerata inferiore.
Come mi sono sentita dopo quel giorno? Davvero più rilassata, con un'amica di merda in meno!
Perché quindi lo sto raccontando? Perché troppo spesso vedo amiche costrette in amicizie che le fanno mugugnare e brontolare, di cui si lamentano ma non riescono a recidere.

Recidere un'amicizia che non ti fa sentire bene è una delle cose più belle che si possano fare per se stesse!


Un saluto,
alla prossima.
Patrizia 

domenica 1 gennaio 2023

RIMEMBRITUDINI - Amicizie e falsità

 

Ciao a tutti,
iniziamo l'anno parlando di amicizie. Parlerò di amiche ma quello che scrivo vale per gli amici maschi, femmine e altri: essere dei pessimi amici non è una cosa legata all'inclinazione sessuale.

Con il passare degli anni sono poche le amicizie che restano, ci sono quelle 2-3 amiche che, anche se vedi una volta all'anno o anche meno, sai che ci saranno sempre per te, o almeno lo speri dal momento  che tu ci sarai sempre per loro.

Poi ci sono quelle amiche che perdi per tante cose: perché abitano lontano; perché i loro mariti / fidanzati non apprezzano che si accompagnino con delle femministe ironiche e convinte che una donna non debba esaurire la propria felicità nel rendere felice il proprio uomo e la famiglia rinunciando a ciò che le piace o semplicemente a causa dei tanti impegni che ti dici, ora la chiamo, ora le scrivo, le chiedo di vederci ma poi non si riesce mai ad incastrare una data.
Ma sarà vero? Sarà vero che non si riesce ad incastrare una data oppure da una delle due parti non c'è la voglia di vedersi? Perché poi le altre amicizie le frequenta... in quel caso non è che io ci stia molto a rimuginare, alzo le spalle e vado avanti: se mi vuole vedere si fa viva lei. Altrimenti: cia' ciao! Fate così anche voi, vi assicuro che vi sentirete più sereni e rilassati.

Nel prossimo post vi racconterò di come spesso perdo volutamente le amicizie che non reputo valide, oggi vi dico quali sono le amiche che trovo veramente assurde.

Quelle che incontri per caso dopo mesi / anni:
-Ciaaaoo, che bello vedersi. E' tanto che non ci vediamo, dovremmo proprio organizzare!-
E siccome io sono una donna di merda e so che si tratta di una frase di circostanza, rispondo prontamente:
-Certo, quando vuoi. Sabato sera? Domenica pomeriggio per un cappuccino?-
"Gasp" l'amica annaspa, la vedo affannata...
-Sai questo fine settimana non posso... ci aggiorniamo-
-Certo- rispondo con il mio sorrisetto da merda -fammi sapere-

Poi c'è la versione:
-Sai ho cambiato casa... devi venire a vederla. Quando vieni a vederla?-
"Quando mi inviti" penso senza rispondere, perché poi se lo dici ad alta voce che non è che sei così cafona da auto-invitarti a casa sua a vedere la casa nuova, non so perché, se la prendono.

Una storia di succoso disagio nella prossima rimembritudine!

Un saluto,
alla prossima.
Patrizia