Ciao a tutti,
oggi intervistiamo un giovane scrittore e poeta
GABRIELE MARCHESE
Scrittore
Gabriele, quando nasce il tuo interesse per la scrittura?
Mi sono avvicinato ai libri quando ancora non sapevo leggere e dovevo chiedere ai miei genitori di farlo per me. Una volta acquisita quella competenza ovviamente il tempo da solo con i libri mi ha fatto riflettere su quante storie fosse possibile raccontare e quante ne avessi da raccontare io.
Perché la poesia?
La poesia è il massimo comun divisore tra le varie forme artistiche. Permette di raccontare storie in poche parole e di parlare per immagini.
Inoltre, a parer mio, consente una maggiore libertà d’interpretazione e di riflessione al lettore.
Parlaci del tuo primo libro: ‘L’errare di un errante’.
L’errare di un errante è una raccolta delle poesie che ho scritto durante la mia adolescenza.
Scritte a casa, a scuola, per strada e sui mezzi pubblici. Sono un resoconto di alcuni anni della mia vita e del mio amore per la scrittura. Credo che molte persone ci si possano rivedere e condividere le stesse emozioni che ho vissuto mentre le scrivevo.
Quali sono le emozioni che provi quando stai lavorando ad una nuova poesia? E quando hai finito il lavoro?
Le emozioni che provo solitamente sono quelle che mi hanno spinto a scriverla quindi direi che variano in base alla poesia e al suo contenuto.
Quali sono i tuoi scrittori preferiti?
Ci sono moltissimi autori che apprezzo e diverse sono le motivazioni che mi spingono a farlo. Sicuramente se parliamo di romanzi in sé potrei citare: Stephen King, Donato Carrisi e Frank Herbert. Mi ha molto colpito lo stile di Tiziano Sclavi, José Saramago e Cormac McCarthy. Se parliamo di autori del canone scolastico poi non possiamo non citare Mary Wollstonecraft Shelley, Franz Kafka, Goethe, Luigi Pirandello e Italo Calvino.
Mentre se ci riferiamo alla sola poesia parlerei di Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti e Charles Baudelaire.
Ma soprattutto la mia poesia viene influenzata dai musicisti, nello specifico: Mario Molinari (Tedua), William Mezzanotte (Nayt), Dolores O’Riordan e Steven Patrick Morrissey.
Adesso parlaci di te. Potresti descriverti in una sola frase?
Potrei provarci ma credo che io, come la maggior parte delle persone, siano state perfettamente descritte da Stephen King che, vedendole per le loro infinite possibilità e complessità, cita Walt Whitman:
"Sono vasto, contengo moltitudini”
(tratta da "Canto di me stesso" di Walt Whitman - la citazione compare ne "La vita di Chuck" di Stephen King, dalla raccolta di racconti "Se scorre il sangue").
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Gabriele ha pubblicato dei racconti in alcune antologie.
"L'errare di un errante" è il suo primo libro, una raccolta di poesie, disponibile su Amazon, su Feltrinelli e ovviamente sul sito della casa editrice.
https://pavedizioni.it/prodotto/lerrare-di-un-errante
Un saluto,
alla prossima.
Patrizia

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